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Poesie di Francesco Giuseppe La Rosa

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  • 24 luglio 2009
    Pensier che l'amor pose

    Quando la notte
    svela strane ombre
    sopite dal silenzio
    e freschi germogli di fiori
    accarezzano a tratti
    la mia mano,
    ti amo
    Quando l'Eden
    schiarisce la terra
    e il mite silenzio marino
    nasconde il terribile oblio
    Ti amo
    Quando la soglia misteriosa
    protegge il suo orizzonte
    e vagano nell'infinito
    gli echi di antichi amori,
    Ti amo
    Quando riposo felice
    tra grossi giunchi
    e vago sui campi smisurati
    d'erba immacolati,
    ti amo

  • 24 luglio 2009
    Pittura

    L'opera tacita,
    maestosa e silente,
    affranca i sensi
    distorti nella realtà
    Rende gli intelletti,
    ossequiosi sottoposti
    della sintesi sublime
    di screziati pigmenti
    Gli occhi attenti
    ne godono di essa
    Fermentano gli sguardi
    I vividi passaggi
    dei pennelli impregnati,
    quasi ondeggiosi,
    trasformano nudi pastelli
    Dai rossi vivi
    ai languidi celesti,
    dai lievi accenti
    alle spiccate linee
    si elevano minute entità

  • 31 marzo 2009
    Solitudine

    Sorseggiando dello schifoso vino
    restava seduto un uomo disperato,
    con penna in mano e capo chino,
    fissando per ore un vuoto inventato

     

    Immerso in un lurido fango
    di pensieri che portano al dolore,
    l'uomo ignaro del suo vero rango,
    cerca in se stesso un perduto amore

     

    Qual'è che sia il suo crudele destino
    con l'incombente morte nel cuore,
    poichè ha l'anima del triste bambino,
    svogliatamente porta rancore.

  • 12 dicembre 2008
    Relax

    Accendo un'altra sigaretta
    assaporando lentamente
    l'ultimo bicchiere di vino.
    Il fumo, prima nitido,
    denso come un fluido
    si espande intorno a me;
    gusto coi sensi l'aroma,
    e dai polmoni e le vene
    ne divoro ogni essenza
    eccitante e assassina.

  • 27 ottobre 2008
    La Carta

    Adoro i fogli bianchi, candidi,
    come fossero bambini angelici
    ancora puri senza orgoglio.
    In essi lancio a getti
    spruzzi di inchiostro corvino
    e lascio che la carta
    ne assorbi la consistenza.

  • 16 settembre 2008
    Attimo d'amore

    Com’era dolce quell’attimo fuggente
    che al volo abbiamo saputo afferrare.
    A centellini scorgevo gli occhi penetranti
    e il caldo corteggio dei nostri teneri pigli
    creavano nuance d’argento raggianti
    deliziosamente effuse nell’aria intorno.

  • 15 settembre 2008
    Gioco di luci

    Amo quelle luci sottili
    che specchiandosi sul mare
    danno un color d'argento
    alle sue onde.

  • 15 settembre 2008
    Specchio

    Specchio, antico e profano
    La tua bocca fredda e profonda
    Svela ogni verità
    Le rughe e le righe
    Le piaghe le ferite.

  • 15 settembre 2008
    Il mio naso

    Il mio naso
    da tempo contemplato
    e disegnato e disegnato

     

    Curvo, a pappagallo
    il suo gentil solco
    satinato dal tempo

     

    Mi piace!

     

    Quasi quasi si nutre
    da solo di specchi

     

    Io e il mio naso

     

    Le mie narici
    che respirano aria
    e sangue
    odori freschi
    e morte.

     

    Il mio naso invecchia.

  • 15 settembre 2008
    Come un gabbiano

    Come un gabbiano in alto
    ti liberi nel cielo
    e il profumo del mare
    accarezza la tua pelle.
    Amo il dolce gridare del mare,
    amo il tuo modo leggero di volare.
    Voli in alto come un gabbiano
    ed io mi sento solo
    e tendo la mano
    aspettando che un giorno
    indefinito e lontano
    tu scenda dal cielo per dirmi ti amo.

  • 15 settembre 2008
    Marcisco

    La vecchia coppa contenga
    del mio sangue rovente
    e dall’erba estirpi
    il sospiro dei miei anni
    e il legno roso
    incarni il mio midollo
    nelle radici fetide
    dentro il mondo.

  • 15 settembre 2008
    Visione

    Donne nude danzano
    ai margini della rude foresta
    tra frutti gelidi e spenti
    su prati morenti d'erba gialla
    dove vetri spessi e specchi infiniti
    riflettono i nostri acerbi pensieri
    e ricordi mai svelati, ma celati,
    dove vecchi quadri mentali
    ormai appassiti, mitizzano
    orme fresche di spaventosi
    fantasmi presenti.

  • 15 settembre 2008
    La mia poesia

    È nata una nuova poesia
    nei giorni di triste tempesta.

     

    È nato un gioco eterno
    che la natura ha soggiogato.

     

    Sono finiti i giorni del dolore;

     

    adesso è nata la mia poesia:
    un vento regolare dove le mie foglie
    volano dolcemente.