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Autore

Francesco Porqueddu

in archivio dal 16 dic 2005

10 aprile 1983, La Maddalena - Italia

segni particolari:
Bello e impossibile.

mi descrivo così:
Ogni mattina mi sveglio e spero che il mondo sia cambiato...

09 settembre 2006

Lettera di un marine

Intro: Un racconto diretto, una scrittura chiara e lineare che, con la sua forma pura e sanguigna, punta dritta al cuore di chi legge. La storia di un marine, un marine come tanti, la storia dell’Iraq. Il ricordo delle bandiere arcobaleno, l’eco dei discorsi di Bush, la paura, l’angoscia, la morte. La grande ferita di un'epoca.

Il racconto

“Dicono che la vita di un uomo abbia un grande valore, allora la vita di cento o mille uomini dovrebbero rappresentare una ricchezza enorme.

 

Uomo che uccide uomo, non per sopravvivere, ma solo in rappresentanza di ideali capitalistici tipici di una società attaccata alle ricchezze materiali. Questo è ciò che qui in Iraq, dove abbiamo iniziato un'operazione militare chiamata "Iraq Freedom". Subito poche ore dopo il primo missile sparato, in tutto il mondo il disaccordo popolare e quello di numerosi altri stati si è fatto sentire, ed anche noi qui l'abbiamo visto, ma né Bush, né Blair hanno avuto orecchio per sentirle, o meglio hanno preferito fare finta di non sentire.

Tutto ciò fa molto male, negli animi delle persone si è infiltrata una grande tristezza, alimentata di giorno in giorno dalle orribili notizie provenienti dal fronte: missili che cadono su abitazioni civili, donne e bambini uccisi per errore, soldati morti in combattimento. Tutto questo fa male. Molto male. Già da prima dell'inizio delle ostilità il mondo si è unito sotto un'unica bandiera, quella semplice e colorata dall'arcobaleno, la bandiera della Pace. Ma, purtroppo non è servito a nulla. Milioni di persone in tutto il mondo hanno gridato NO WAR! Ma a niente è servito. All'umanità non sono bastate due durissime Guerre Mondiali, e una marea di altri orribili conflitti sparsi sul globo. C'è sempre chi riesce a imporre il suo volere, Bush ha vinto, l'umanità ha perso, la ragione ha avuto la peggio e ora nelle case di migliaia di famiglie si vive con l'angoscia e la paura di svegliarsi e non avere più i propri cari ancora vivi. E' dura mamma, molto dura. Io sono qui da due settimane ed ogni volta che sorge il sole dalle calde sabbie di questo deserto, ringrazio il cielo di poterlo ancora vedere e poter ancora sentire il vento da lui riscaldato.

Cara mamma, qui si muore. Si muore per colpa delle bombe e della fame. Ho visto cose terribili, che nessuno nella propria vita deve avere la pena di vedere, mamma, non sono più io. Sono stato addestrato ad uccidere, ma nessuno mi ha addestrato a come mi sarei sentito dopo. Tutto è brutto qui. Ho paura. Non di morire, ma di vivere con questo ricordo atroce.

In certi momenti mi sento mancare, tutte le mie convinzioni, i miei ideali di lealtà, di giustizia qui non valgono.. io qui non valgo, tramite le apparecchiature satellitari riusciamo a vedere e sentire i discorsi del Presidente Bush, è lui il nostro burattinaio, è lui che tiene le corde che ci fanno muovere, è lui che ha firmato il nostro destino. Non è giusto tutto questo. Domani mattina all'alba sferreremo un potente attacco a sud di Baghdad, sento il mio sangue che bolle, ed ho molta paura. Sento che questa sarà l'ultima volta... Ciao Mamma.”

 


Aveva ragione, morì il mattino seguente falciato da una raffica di AK-47, i terribili Kalashnicov. La sua salma è stata trasportata in patria, nella grande America, dove potrà essere pianta dai familiari. Prima di partire per il fronte, decise di fare testamento, le ultime suo parole scritte sono queste:

 


“...a mio figlio, che non mi ha mai conosciuto, perché ancora in grembo, posso lasciare solo il mio ricordo che sta nei cuori di tutte le persone a noi care.

Al mondo intero, lascio il ricordo di aver preso parte ad una guerra che non era la mia, ma quella della mia patria che ha mandato i propri figli a combattere per la Pace.”

 


Sulla sua lapide fu scritto:

 


Jason McRyan J.


MILWAUKEE - BAGHDAD

16/06/1983  04/04/2003

 


Medaglia al Valore Militare,

tipico esempio di eroismo e

di altruismo, perisce in difesa

del compagno ferito.

Per sempre nei nostri cuori.

 

 

 

Scrisse questa lettera il giorno prima di morire, non ebbe il tempo di spedirla alla povera madre che la lesse consegnatale dal suo primogenito, il compagno per cui Jason si sacrificò.

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