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Autore

Francesco Porqueddu

in archivio dal 16 dic 2005

10 aprile 1983, La Maddalena - Italia

segni particolari:
Bello e impossibile.

mi descrivo così:
Ogni mattina mi sveglio e spero che il mondo sia cambiato...

10 aprile 2006

Racconto immaginato...

Intro: Un racconto che gioca coi generi fantasy e pulp. Inizia con immagini forti, prosegue con l'eterna lotta tra Bene e Male e si conclude con una speranza, futura.

Il racconto

“Sai, ci sono delle volte in cui non mi fermo solo al sangue… alcune volte strappo il cuore e me ne cibo, lo strappo via dal petto quando è ancora pulsante, caldo e tremolante, così da sentirne ancora i battiti all’interno del mio corpo.”

“L’altra sera mi cibavo di lei, quando ebbi finito la fissai negli occhi, lì nel collo aveva i segni del mio banchetto e con un filo di voce mi chiese di renderla mia pari… non lo sopportai… non ne era degna, le staccai la testa e la lasciai in pasto ai lupi.”

“Ero appena fuggito da un branco di lupi quando mi resi conto di essermi addentrato troppo nel suo territorio, riuscii a confondermi con la notte e fare delle ombre un luogo in cui nascondermi. Non mi trovò, ma quella notte rischiai parecchio. Lui era li e io sentivo la sua presenza.”

“Non mi era mai capitato prima… scese dal cielo stellato come un angelo, anzi era un Angelo… le ali risplendevano di luce, che mi costrinsero a lasciare il mio pasto per nascondermi nel buio. Gli si avvicinò e lo prese per mano. Insieme volarono nel cielo nero e io rimasi inebriato da quella visione celestiale. Un angelo, a tanto erano arrivati lassù.. ora un angelo mi da la caccia…”

“Mi ritrovai nuovamente di fronte a quella creatura celeste, io demone della notte, fissai negli occhi un angelo. Ci scrutammo… poi scattammo e le lame delle nostre spade fecero scintilla. I colpi si libravano rapidi ed impercettibili. Nessuno feriva. Lama bianca contro lama nera. Ebbi modo di fissarla ancora negli occhi, piangevano amore…”

“Una cosa mi porto dietro da ormai secoli, il significato di amore… quando lei mi fu portata via dai lupi giurai vendetta. Ed ora, sono qui più dannato dei miei nemici… in fuga dalla luce del giorno, mi nascondo nell’ombra.”

“Sono vicini, ne sento la presenza… gli angeli non sono dotati dei nostri stessi poteri, quindi stai attenta, potresti farti male, i lupi sono pericolosi e forti.”

“Mi svelò la sua identità… un angelo, era potente e come me aspirava a aumentare la sua forza..”

“Lei voleva comandare il cielo, io gli inferi… ci alleammo e così fecero i nostri nemici.”

“Insieme riuscimmo a decimare le armate del cielo e degli inferi, eravamo così forti che per noi si risvegliarono forze sopite da ere…”

“La morte non era un problema, morti lo eravamo già stati in vita. Ora siamo in uno stadio extravita nel quale l’unico nostro scopo è quello di accrescere la nostra grande potenza.”

“Conosciamo tutti i segreti degli uomini e degli dei… nulla ci potrà fermare.”

“La nostra potenza superava le stelle e ci accorgemmo di aver commesso un errore tremendo… io e lei cedemmo alle brame dell’amore.”

“Decidemmo di punto in bianco di abbandonare tutto il nostro potere e di ritornare a vivere nella Terra, nascosti, per quanto possibile, tra gli uomini… braccati dai cacciatori.”

“L’amore indebolì i nostri poteri, ma infuse poteri alle nostre anime, ci rese coscienti dei nostri errori, capimmo dove sbagliammo.”

“Usammo i nostri poteri per l’ultima volta, per ripristinare l’ordine naturale delle cose… ma la forza sprigionata ci allontanò… ora vago nel tempo e nello spazio… alla sua ricerca…”

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