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in archivio dal 22 gen 2015

Francesco Rossi

Roma
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  • 22 gennaio 2015 alle ore 20:21
    SETTIMO MESE

    Chiedo in giro
    se Madonna
    avesse partorito
    anticipando il bene.
    "Si è presa il suo tempo
    cercando animali silenziosi!"
    mi dissero.
    Le donne dell'Eden
    erano tutte gestanti
    impazienti
    per poi fuggire via
    lasciando il feto adulto
    tra le mani degli squallidi.
    Settimo mese
    d'attesa...
    dentro acque vergini,
    attaccato ad uno stelo di ghiaccio
    su sottili rami spogli.
    Freddo e confusione 
    che penetravano
    fino a budella senza sapori.
    Il gravido tempo
    continua percorsi
    verso di me
    ed attendo senza peluria
    la luce della neve.
    Ecco...
    poco tempo ancora
    per la crescita della montagna
    senza rinascere ancora.
    Ecco...
    lo sapevo, prima ancora del momento,
    che avrei toccato sete e velluti
    in mezzo a cammelli che sbavano
    e giumente che partoriscono.
    Ancora poco...
    dentro placenta
    e globo fuori che mi vuole
    ...ancora.
    Visione perfetta
    nel freddo sterile
    della campagna Reatina.
    Donna con lunghi capelli
    che ondeggiano a toccare culo
    allontanando sporche impronte
    che non hanno saputo aspettare
    ed occhi che abbagliano nel buio.
    Capelli a coprire la mia nudità
    e scaldare il cuore.
    Occhi a schiarire il visivo
    e guardare il vero fiore.
    Ecco...
    sapevo che ogni petalo che cade
    porta con se il suo colore
    magenta, porpora, rosso sangue
    ed ogni petalo che si apre
    offre sempre le sue grazie.
    Valgo quello che sono
    prima dell'orgasmo di mio padre,
    prima di essere figlio di Dio.
    Inizio il settimo mese
    e comincio a scalciare
    sentendo già la primavera.

    francescoruffinorossi(C)