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Autore

Friedrich Dürrenmatt

in archivio dal 25 lug 2011

05 gennaio 1921, Konolfingen - Svizzera

14 dicembre 1990, Neuchâtel - Svizzera

segni particolari:
Sono stato un protagonista del rinnovamento del teatro di lingua tedesca, trattando in chiave grottesca i problemi della società contemporanea e smascherando le meschinità nascoste dalla facciata perbenista della società svizzera.

mi descrivo così:
Sono stato uno scrittore, drammaturgo e pittore svizzero.

25 luglio 2011 alle ore 16:59

La panne. Una storia ancora possibile

di Friedrich Dürrenmatt

editore: Einaudi

pagine: 64

prezzo: 8,07 €

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Tutti i libri di Durrenmatt si presentano alla nostra lettura in modo sobrio, direi quasi riservato, ma svelano poi lentamente quanta profondità e quanta ansia di comprensione della vita l'autore porti nel suo modo di interrogarsi e di raccontare.
Anche questo breve testo ci introduce lentamente nella storia: prima spiegando che cosa si intenda con il termine utilizzato per il titolo (panne) e poi ci fa incontrare il protagonista, un commesso viaggiatore che, a causa di un problema alla macchina - la famosa "panne" - è obbligato a pernottare in uno sconosciuto paesino.
Viene ospitato nell'abitazione vecchio stile di un giudice a riposo che lo invita alla sua cena, in compagnia di alcuni suoi amici, tutti ormai ottuagenari ed ex uomini di legge, che gli chiedono di partecipare al "gioco": così definiscono il loro unico passatempo, e cioè quello di rifare famosi processi storici.
E' evidente che questo famoso "gioco" sarà certo più interessante nel caso in cui si presenti una persona reale che risponda alle domande in veste di imputato.
Il protagonista accetta divertito: si aspettava una piccola avventura femminile, si aspettava di cenare in una comoda osteria fra gente allegra, e si ritrova invece a rispondere, senza nemmeno accorgersene, fra bottiglie di vini prestigiosi ed una cena sopraffina, alle insidiose ed incalzanti domande di uno degli anziani che riveste il ruolo di pubblico ministero.
Ed è proprio in questo modo che verrà accusato di assassinio per aver provocato, più o meno inconsapevolmente, la morte del suo diretto superiore, un delitto che, chiaramente, non avrebbe mai potuto arrivare alla giustizia, ma solamente in questo preciso contesto viene messo in luce.
Ormai è a tal punto evidente persino alla coscienza del protagonista che questi, dopo essere stato giudicato colpevole di morte,mentre risale nella sua camera, sul far del giorno, prenderà l'unica decisione coerente, anche se spiazzerà completamente i suoi ospiti.

Amaro e profondamente triste, ancora una volta Durrenmatt conferma il suo intento nel dimostrare quanto sia difficile e complessa la realtà profonda dell'animo umano.

recensione di Niva Ragazzi

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