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in archivio dal 07 giu 2014

Gabriele Palumbo

04 agosto 1991, Bologna - Italia
Mi descrivo così: "Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile, troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi."
— Ferdinand de Saussure

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  • 08 luglio 2014 alle ore 14:35
    Ulisse

    Eri faro e scogliera.                                  
    Ogni volta che raggiungevo le tue coste il vento mi riportava in alto mare.
    Ogni volta che portavo il tuo peso sulle spalle, arrivato in cima, questo ritornava a valle.
    Ogni volta che le mie ferite guarivano i tuoi artigli erano pronti a riaprirle.
    Mi davi un senso di disordine particolare, quello in cui sapevo dove trovare ciò che cercavo, ma non ciò che mi serviva.

     
  • 08 luglio 2014 alle ore 14:34
    Sfumature

    Sarà che questa cosa della prospettiva non l'ho mai davvero capita, ma in qualunque posizione ci trovassimo sembravamo sempre allineati. Sarà che lascio sempre le finestre mezze chiuse per illuminare solo i tuoi passi e mai i tuoi sguardi.
    In questo quadro non c'è cornice, i colori li abbiamo usati tutti, non ci resta che sfumarli con le dita.

     
  • 08 luglio 2014 alle ore 14:33
    Segno

    Ad ogni inverno mi dimenticavo com'era l'estate. Ma la nostra ultima estate non la volevo dimenticare, cosi ti feci un segno vicino l'ombelico per ricordarmi fino a che punto ti avevo letto.

     
  • 15 giugno 2014 alle ore 17:18
    Medusa

    I brividi che mi facevi sentire ogni volta che sorridevi erano paragonabili solo a quelli del freddo che si sente quando si è troppo coperti. Così non capivo perchè ti restassero tutti distanti. Rischiai, con la stessa paura di un bambino che per la prima volta si avvicina al mare per bagnarsi i piedi.
    Incrociare il tuo sguardo significava morire all'istante. Ma io portavo le lenti a contatto, così mi sono solo pietrificato.

     
  • 15 giugno 2014 alle ore 17:17
    Blackout

    Non spegnere la luce e resta a guardare i miei pensieri che ballano senza musica. Ora spegnila e resta ad ascoltare le mie parole che lottano senza forza.
    L'oscurità che vedi quando ti trovi in un luogo privo di luce è diversa da quella che vedi quando hai gli occhi chiusi ed ora in questo lungo blackout di speranze siam rimasti soli, ma con questo buio riusciamo a vedere anche i pianeti.

     
  • 15 giugno 2014 alle ore 17:16
    Calore

    Lasciavamo sempre i termosifoni accesi per non doverci più vestire. E ci stavamo addosso appiccicati come l'aria di un pomeriggio di inizio estate, senza riuscire a capire se ci mancasse il respiro per il caldo o per le nostre labbra sovrapposte.

     
  • 08 giugno 2014 alle ore 11:21
    Ombre

    L'ombra dei tuoi occhi causata dalla luce della Luna creava sul tuo viso solo paranoie e non ti accorgevi che la loro forza di gravità superava quella di una supernova.
    Prima che tutto fosse svanito, con l'ultimo slancio di ingenua follia, ti accarezzai e l'universo, per un'attimo, non contava più niente.
    Ci siamo sempre dimostrati solo emozioni sbagliate per evitare di fraintenderci.

     
  • 08 giugno 2014 alle ore 11:17
    Falsi riflessi

    Spendi i tuoi stipendi da sognatrice in lacrime artificiali e ti dimentichi sempre i fazzoletti.
    Ho trovato i tuoi occhi impigliati tra i rami di un albero, persi mentre scappavi da un pranzo coi parenti. Li conservo nel taschino di una giacca e li userò per farmi strada tra le vie di questa città buia.
    Scriverò un saggio sulle alte maree provocate dai tuoi sguardi e camminerò a testa bassa per non calpestare le briciole di ricordi che hai lasciato per poter tornare a casa.
    La tua ombra sta scomparendo. Non voltarti.
    Ora piove sempre senza che ci siano nuvole, i capelli bagnati, l'acqua nelle scarpe.
    Usa la mia maglietta per asciugarti i capricci e offrimi il vapore di un caffè al vetro in quel bar pieno di specchi.
    Organizziamo una festa sulla spiaggia anche se è inverno, ci vediamo lì, ma prima scambiamoci le nostre illusioni.
    Un altro vicolo cieco, ma prosegui.
    Restiamo così, nelle nostre poco fotogeniche speranze, ancora per un po'.

     
  • 07 giugno 2014 alle ore 13:10
    Pensieri allo specchio

    I poster della tua stanza sostituiscono finestre che tu stessa hai chiuso per non farti vedere spenta. Le parole che vorresti sentirti dire non le trovi neanche in quel cantante di cui parli sempre, conosciuto alla radio mentre studiavi Sociologia.
    Come ogni notte speri che l'indomani piova per poter vedere in una pozzanghera il riflesso di chi credi di conoscere da una vita e seduta sul letto con le mani a sostenerti la testa rivedi i podcast dei tuoi sogni sperando di trovare risposte che ad occhi chiusi ti eri persa.

     

     
  • 07 giugno 2014 alle ore 13:05
    Nuvole e polvere

    Ricordi quando le nuvole sopra le nostre teste soffrivano di scarsa lacrimazione,
    quando i nostri occhi non volevano più chiudersi ogni volta che ci avvicinavamo.
    Ora che i nostri cuori miopi ci hanno diviso, da qualche parte ci porteranno. E la mia testa è riempita dall'eco della tua immagine come un sussurro riempie un orizzonte.
    E come un riflesso involontario nascondo un malinconico e perenne ricordo di te
    come polvere sotto ad un tappeto.

     
  • 07 giugno 2014 alle ore 12:39
    Guerra lampo

    Guarda come ci siam ridotti.
    Ci facciamo la guerra e non ci rendiamo conto che il nemico è la nostra rassegnazione prematura. Ci facciamo la guerra per non morire da soli, quando invece dovremmo amarci, ma i nostri occhi sono mine inesplose.
    Ora mettiamo da parte le parole che non ci riusciamo a dire e guardiamoci negli occhi
    fino ad innamorarci. Baciamoci come se tutto fosse in bianco e nero tranne le nostre labbra.