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Autore

Giacomo Salvemini

in archivio dal 25 ago 2008

27 febbraio 1946, Manfredonia

13 ottobre 2008

Per Irne

Imbandirò con tovaglie d’altare il nostro letto d’amore monsone
La pietra di sanlorenzo racchiuderà nel sigillo brandelli di nostri baci
Questo è il calice ove potrai dissetare il tutto di te
Il colore sarà lo sguardo dai dolci toni del cielo e il dono del prato

 

Ptyas* nuota nel tuo abbondante cuore io serparo
non mi lascerò sputare in faccia con recite di rosario lo distruggerò sotto
la quercia che tu ha beatificato nei nostri gusci a doppio segno
sento una corona di dolori intorno alla testa e una pila di croci

 

porto dentro la bisaccia cd di Lucio Dalla laceri di swing e canti
di milonghe che non sono riuscito a sottrarti con amore
una società di speranze e una mappa senza luna scorre
delittuosamente su un dondolo che a me salvò la prima radice

 

in me è maturato il vino due volte tanto della prima ragione nubo
tu abbondami nel palmento senza l’ombra del mare annegato in pissasphaltos**

 

 

 

*ptyas è un serpente velenoso che oltre a mordere riesce ad avvelenare la preda con lo sputo, poiché nella saliva è contenuto anche il veleno

**pissasphaltos è una sorta di bitume

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