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in archivio dal 21 feb 2014

Gian Luca Piasco

19 giugno 1965, Terni - Italia

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  • 27 febbraio 2014 alle ore 8:53
    Notte

    Maledetta notte insonne
    A scacciare ombre nere
    Mi rimbalzano addosso
    Girano intorno
    È un vortice senza fine
    Maledetta notte di spine
    Lame affilate in gola
    Mi dilaniano dentro
    Maledetta notte
    Belva rabbiosa che morde il petto
    Graffia la carne con zampe piantate addosso
    Lacera le membra
    Maledetta
    La sento tutta, ancora
    Lenta, da non finir mai
    Ma domani si
    Ogni secondo di tormento
    Avrà sapore dolce di godimento
    Se servirà a riportarmi da te
    Ogni goccia di sangue in gola berrò
    Se questo è il prezzo per averti
    Lo pagherò a tasche sfondate
    Io solo lo pagherò
    Domani
    Notte maledetta
    Domani si
    Non serviranno tutti i dolori del mondo
    Per dirmi e dirti che ti amo
    Che solo il tuo respiro è salvezza
    E quello solo spazzerà via
    L’orrendo rimbalzare di queste ombre nere
    Maledetta questa notte
     

     
  • 24 febbraio 2014 alle ore 12:33
    c’è un luogo …

    c'è un luogo luminoso
    dove dolcezza e bellezza si fondono
    è qui tra le mie mani
    lo conosco bene
    è il volto tuo sereno
    è così da quando ti incontrai
    è armonia
    caldi colori negli occhi
    seta in fili nei lunghi capelli
    onde di tenerezza
    delicate parole su labbra morbide
    è sinfonia
    mi basta un bacio
    una sola carezza
    e nell'aura del tuo riflesso
    radioso anch'io risplendo
     

     
  • 23 febbraio 2014 alle ore 19:21
    a volte vorrei

    a volte vorrei scordare che esisti
    e che ti amo
    per non dover sopportare questa tortura
    questo stillicidio di incomprensioni
    l'angoscia per le tue fughe improvvise
    l'equilibrismo squilibrato tra incubo e sogno
    le affannose rincorse senza mai prenderti
    ma nel mio cuore batti
    e così sempre mi ricordo che esisti
    e che non sarebbe amore con te
    senza questa tortura
     

     
  • 21 febbraio 2014 alle ore 9:32
    Senza sapere perché

    Cosa mi ha portato da te?
    L’andare incessante di un uomo bambino
    Un passo di troppo nel mezzo di una piazza
    Un sussulto interiore, un richiamo immaginifico
    Un minuto in più, fermo e sognante
    Non lo so
    Non mi importa
    Eri lì, seduta e pensosa
    Nell’aura luminosa della tua bellezza
    Fulgido contrasto di colori in viso
    Eri lì
    Mi aspettavi curiosa
    I tuoi occhi chiari
    Bagliore di luce azzurro cielo
    Quel giorno mi aspettavi
    Quel giorno ti ho aspettato
    Improvviso incrocio di volti che si incontrano
    Cosa mi ha portato da te ?
    Non lo so
    Ma oggi cerco sempre quella magia
    Ripercorro tutti i passi senza trovarla più
    Senza sapere perché, è successa
     

     
  • 21 febbraio 2014 alle ore 9:31
    La collina delle erbe profumate

    Aprirò la porta socchiusa dell’estasi
    Mi conduce a te
    Laggiù
    Oltre la collina delle erbe profumate
    Volo su cieli infiniti, i tuoi occhi azzurri
    Zaffiri lucenti sul volto tuo sereno
    Morsi teneri su labbra sottili
    Anelito bocca a bocca, fremito
    Soffio caldo, un sospiro mi spinge giù
    Seni profumati, fianchi sinuosi
    Lento scorro su pelle setosa
    Senza freni, scivolo ancora
    Altre vallate impervie risalgo
    Gambe affusolate su caviglie sottili
    Respiro piano, odore, umore, sapore
    Inebriato mi sciolgo nell’umida fonte
    Sorgente di vita, lago di dolcezza 
    Labbra su labbra, infinito piacere
    Non affonderò, sono forte
    A vento, il timone solca le acque
    La porta dell’estasi sto aprendo
    Laggiù
    Oltre la collina delle erbe profumate