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Autore

Gianfranco Pacco

in archivio dal 22 set 2009

04 ottobre 1963, Trieste - Italia

segni particolari:
Peter Pan dai canestri alla montagna, passando per il palco e la scrittura.

mi descrivo così:
Geometra... a canestro su un palco... sempre a zogar come i fioi su una nuvola... scriver de tuto come in una favola...

11 ottobre 2012 alle ore 12:09

Il bosco piccolo, piccolo

Intro: siete pronti? e allora andiamo...Vi porto a fare un giro...dove?...scopritelo...ed è solo la prima tappa...dimenticavo: il pennello lo porto io...è quello magico!

Il racconto

Si, vabbè potevi anche atterrare meglio, siamo finiti in acqua, nell’unica pozza di tutto il bosco: questa è la cosa che ho pensato in prima battuta, ma poi le cose si sono rivelate ben diverse da come potevano sembrare.
Tento di asciugarmi, ma non c’è verso, devo togliermi i vestiti e lasciarli asciugare, fa molto caldo.
Mi siedo ed appoggio la schiena ad un albero: mi addormento dopo pochi minuti.
Al mio risveglio il sole sta ormai tramontando e decido quindi di prendere la torcia dallo zaino e rivestirmi.
Ma cos’è successo?
I miei vestiti si sono ristretti: no, non è a causa dell’acqua, sono proprio delle dimensioni di una mano!
E adesso?
Realizzo che qualcosa di strano è successo, e capisco che in realtà la pozza dove eravamo atterrati era un lago, rimpicciolitosi pure quello, chissà per quale strano incantesimo.
“Pssss…ehi..”
“chi è ?”
“sono io, eri appoggiato su di me fino a poco fa e russavi pure”
Bene, a questo punto dopo l’uccello, parla anche l’albero, e dire che sino ad ora non mi ero accorto di nulla, di tutte queste meraviglie, e come me, credo anche molti di quelli che mi stanno leggendo.
Ma andiamo con ordine.
Come mai ero l’unico di dimensioni normali in un bosco piccolissimo, nel quale a malapena riuscivo ad entrare e con un unico albero bello grande, diciamo normale, però parlante?
“ ti spiego mio caro terrestre, questa è l’isola delle visioni distorte, qui prima o poi ci finisce ogni uomo, dopo aver giudicato, sbagliato, insomma dopo essersi comportato scorrettamente con un suo simile, a causa dei pregiudizi”
Continuo ad ascoltare, interessatissimo…
Qui puoi comprendere o insistere nelle tue sciocche ragioni: in quest’ultimo caso vengono distorte anche le tue dimensioni oltre che ai tuoi vestiti
Io ero ancora bello grande, forse avevo capito?
“credo che a te bastino i vestiti rimpiccioliti, dovresti aver compreso, prendili pure per ricordo”
“ma come faccio a ripartire?”
“in mutande! Il bosco è solo una piccolissima parte, tutta l’isola per un gigante come te si attraversa in 10 minuti…se vuoi fare un giro turistico, magari trovi un paio di pantaloni”
Non ho volgia di scherzare, però l’albero aveva ragione meglio andare ed apprezzare
guardo l’albero…lui capisce…sorride…come dite? Gli alberi non sorridono, credetemi questo sorrise e mi permise così di riprendere il volo…alla ricerca di altri vestiti.

(da "il pennello magico" © 2012 - gianpacco)

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