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Poesie di Gianluca Gualano

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  • 31 maggio 2006
    Oblio

    Muoio, muoio.

    Ho paura di lasciare tutto,

    in fondo al tunnel vedo la luce

    ma è luce nera.

    E’ tutto inganno

    ma io son debole e umano

    e a volte sento

    il bisogno di sconfitta

    e di oblio infinito.

  • 30 marzo 2006
    Dolce infelicità

    Se la felicità non esiste

    io mi chiedo come possa sussister

    il suo vigliacco polo opposto!

    Eppur quest’ultimo

    io spesso lo assaporo e lo gusto

    in tutta la sua pienezza ed amarezza.

    Quotidianamente bevo dal suo calice

    che mi empie e mi strugge

    e soddisfa la mia sete.

    Ma la mia gola non è secca

    e io come un matto,

    cerco ancora di scoprire se esiste o meno

    questo frutto marcio ed illusorio chiamato

    felicità.

  • 12 dicembre 2005
    Silenzio dell'animo

    Con la sera

    finalmente giunge

    la quiete

    dolce e calma

    si posa nel mio cuore.

    Solo ora posso

    godere del tramonto

    e del mio sole

    che più non

    mi brucia.

    Nulla più arde dentro

    e il rosso del tramonto

    mi trapassa senza ferirmi.

    Questa è la mia pace

    ed il giusto silenzio

    regna dentro me.

    Ora il mio animo tace

    e io posso

    assaporare anche la vita.

  • 12 dicembre 2005
    Desiderio

    Se una volta piangevo sulla velocità del tempo

    oggi chiedo con pietà

    che questo passi in fretta.

    Anche se di tempo

    sono già illuso abbastanza,

    scivolo nell’oblio dell’inutilità di tutto ciò.

    E mi dispiace

    di stare in piedi a fare nulla

    e guardare il Cielo

    che sempre esiste.

  • 12 dicembre 2005
    Dialogo tra folli

    Se labile io son

    tu morrai con me.

    Ma se potessi

    giocherei ora con il filo,

    che tu lo sai

    non ha ampio respiro.

    Che poi tu vivi

    e io vaneggio

    ma pur sempre bestie siamo

    e c' illudiamo che viviamo.

  • 12 dicembre 2005
    Coraggio della mano

    O mano di piombo ardimentosa,

    entrami nel petto e strappami il cuore

    perché sono stolto e cieco!

    Non un folle,

    già codesto sarebbe un grosso risultato,

    ma un vile uomo

    che dopo la morte

    non è risorto!

  • 12 dicembre 2005
    Sguardo

    Fuori dalla finestra,

    si fa bene,

    punte di alberi magiche.

    Vetri corrotti ingannevoli.

    Localino in Andalusia

    ti getterebbe nuovamente nella frenesia.

    Unica soluzione:

    abbandono totale di ogni possessione.

    Vita libera in spazi ampi.

    Il tempo sparisce tu compari finalmente.

  • 12 dicembre 2005
    Solita scelta

    Nel Nulla affogo ogni giorno

    Cosciente di nulla in attesa,

    Attesa di nulla speranza.

    Vivo e recito

    come di regola,

    come desiderato.

    La scelta fu mia ma ora dimentico

    faccio finta di nulla

    e dolcemente attendo il giorno di scegliere ancora.

    In realtà pentito della scelta

    attendo solo l’ennesima fine.

  • 12 dicembre 2005
    Morte

    Dolce e morbido fu perdersi nella notte.

    Buia strada stretta.

    Solo io. Sensazioni molli. Ora conosco la fine,

    devo solo ricominciare.

  • 12 dicembre 2005
    Presa di coscienza

    Mi confondo nei vestiti della folla;

    no, non è vero

    mi disarma solo chi è capace.

    Senza terreno io cammino,

    senza paura ma forse

    solo per l´incoscienza e l´inconsapevolezza

    di un dolore futuro

    e non ancora provato.

    Se mi fermo ne sono certo.

    La consapevolezza mi fa male,

    mi fa morire.

    Il cuore si schiaccia

    sino a

    prosciugarmi tutte le lacrime.

    Mi opprime. La certezza del dolore mi opprime.

    Se hai voglia di fermarti,

    aiutami.

  • 12 dicembre 2005
    Cambiamenti

    Schiavo di me stesso, schiavo delle mie idee.

    Passi falsi. Incoscienza di un tempo. Consigli prematuri.

    Scarpe da tennis. Fango e polvere. Incontri alle scuole medie.

    Coscienza del tempo. Flussi di coscienza. Inutilità avanzata.

    Schiavo di me stesso. Incapacità alla mobilità.

    Mobilità incondizionata. Immobilità forzata, ecco cos’è: è una fottuta immobilità forzata.

  • 12 dicembre 2005
    Sofferenza di condizione

    Cuore marcio

    spremuto quotidianamente e scurito in volto,

    stringiti nelle arterie e fai pulsare solo il sangue della lotta;

    vivi e dimenticati pure di battere nel caso di una vita abbandonata per distrazione.

    Baratta arterie e vene a tuo piacimento

    e pulsa schiacciato da un piede

    troppo solo per portarsi troppo avanti.

  • 09 dicembre 2005
    Dedica

    Stenditi solo nel buio del giorno
    e urlati in silenzio la gioia del tuo amore.