username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Gianmarco Giuliana

in archivio dal 21 ott 2012

22 maggio 1989, San Cataldo (CL) - Italia

21 ottobre 2012 alle ore 14:18

L’attacco degli “Sciutruplongopatatotoialivz”

Il racconto

Il 20 dicembre del 2012, alle ore 23 e 56, al mondo sembrava rimanere meno tempo di quanto ne serve per cucinare le panatine Rovagnati.  La fine era certa…
Anche se nulla faceva presagire una qualche fine a dire il vero!
Ma tutti sapevano ed erano convinti che questa fine sarebbe avvenuta: l’avevano previsto i Maya.

Certo era possibile che a un certo punto si fossero semplicemente stancati di contare rendendosi improvvisamente conto che non sarebbero campati così a lungo, ma era decisamente più divertente e commerciale l’idea della fine del mondo e quasi tutti dunque aderirono a questa trovata.
S’era persino chiesto al vaticano di spostare il natale di qualche giorno perché era davvero un peccato farsi fregare una festa così bella per qualche giorno da una stupida meteora. Persino io, scettico per mia natura, aderii a questa idea della fine del mondo.

Furono tantissime le associazioni a sorgere nel 2012, ogni mese sorgevano nuovi culti, s’andava a caccia di filosofie da seguire e fu un periodo d’oro per tutte e sette le arti.
Fu un periodo d'oro soprattutto per il sesso, io per esempio (come tantissimi altri) mi scrissi all’associazione non profit non profil (attico) “ La fine è vicina e tu sei tanto carina” per fare nuove “conoscenze” (di corpi, e non di nomi).

C’aspettavamo tutti il Caos, il disastro economico e sociale, persone che non avrebbero voluto rispettare più nessuna legge e norma sociale, chissà quali guerre e quali rivolte e conquiste.
E certo fu un anno di “casino” ma le cose andarono molto meglio di come si pensava, dopotutto la gente non aveva voglia di prendersi troppi dispiaceri vista l’imminente fine dei tempi. O forse le cose andavano male già prima e non ce ne rendevamo veramente conto, forse il caos c'era già!

L’idea della fine così vicina, anzi, aveva portato molti a riflettere sulle cose importanti, a dedicarsi a ciò che era più importante.
Si lavorava meno e si spendeva meglio il tempo ed il denaro, c’erano tante feste e orgie ma anche tante cene romantiche e tanto amore.

Il 2012 fu il ritorno di Luttazzi in TV insieme a Benigni in un programma strepitoso, ed anche il fallimento (che nessuno avrebbe mai previsto) della Durex.
Fu un nuovo “69” dal punto di vista delle liberalizzazione dei costumi e della seria messa in discussione delle dottrine religiose e delle morali nel mondo intero. 
Insomma, mai avrei pensato che la fine del mondo sarebbe stata tanto bella prima ancora d’aver luogo!

Nel 2011 conobbi la donna della mia vita di cui non sapevo nulla, di cui non sapevo nemmeno pronunciare il nome: una cartomante tedesca cinquantaduenne pazza con gli occhi di due colori diversi…
Non c’era più spazio oramai per l’amore eterno, non nella mia vita almeno, il mondo stava per finire e le rose malgrado tutto costavano ancora care.
Il mio amore era l’amore che andava di moda, quello divertente, quello che non avresti avuto mai in tutta la tua vita. 
“Hey tu”, come la chiamavo io, aveva chiaramente visto nelle sue carte che il sole sarebbe esploso, che la terra si sarebbe aperta in due e che la luna scivolando su un detrito spaziale avrebbe inciampato e ci sarebbe finita dritto addosso.

A me era sembrato di vedere un re di bastoni e un 8 di denari…ma la cartomante era lei e solo lei poteva dire come stavano le cose leggendo le carte siciliane e bevendosi da sola l’intera bottiglia di assenzio.

Era difficile sapere come le cose sarebbero andate veramente, le teorie erano tantissime ed andavano dalla rivoluzione del moto dei bradipi che accelerando il loro movimento avrebbero spinto il pianeta fuori dal suo asse (rivoluzione molto lenta nella quale la maggior parte speravano perché forse sarebbe arrivata fino al 2013) al ritorno di Cell (sopravvissuto inspiegabilmente a tutte le puntate di Dragonball Z e GT) sulla terra e  senza dimenticare la solita noiosa meteora stile “Armageddon”. 
Ma poco importava, la fine del mondo era cosa certa e quella sera alle 23 e 56 eravamo tutti riuniti in tutte le città del mondo a festeggiare una festa iniziata quarantotto ore prima con alcool etilico, Nutella e droghe a volontà.
Fu durante quella notte che tutto avvenne, che davanti ai miei occhi avvenne la fine d’ogni cosa.

Viaggiando alla velocità di molto ma davvero molto al secondo, una nuvola di polverio stellare di colore rosa allo schioccare della mezza notte avvolse il pianeta ed allora il cielo divenne d’un rosa quasi ridicolo.
Nel giro di pochi secondi però il rosa iniziò a sbiadire, a sparire, andava cadendo sulle nostre teste sotto forma di strane creature rosee inespressive che per comodità ed assomiglianza a delle patate gommose chiamammo  “Sciutruplongopatatotoialivz”.
Sembrava una specie di fantastica campagna marketing della Big Babol, eppure non lo era, o forse si ma noi comunque avevamo già deciso che il mondo doveva finire.

Pochi secondi dopo la loro caduta sul pianeta “Fottiti fottuto alieno” era l’espressione più usata dopo “ Ok” e “scopiamo?” in tutto il mondo. 
Queste strane creature, o meglio queste strane palle rosa, avevano come caratteristica d’essere immutabili, non si potevano dividere o distruggere o spostare. Poco importa cosa gli si facesse, dopo qualche movimento tipico da gomma da masticare in bocca, ritornavano sempre allo stato iniziale.
La gente vi si buttava addosso disperata, cercava di fuggire da questi oggetti immobili che avevano invaso il pianeta.

Fu veramente terribile, non facevano nulla a nessuno, stavano lì ferme senza causare nessun danno, mai visto una cosa tanto atroce in tutta la storia dell’umanità.
Gli portammo la Bellucci e Platinette, entrambi nude. Il Cavaliere fece le sue solite atroci battute, costringemmo Tiziano Ferro a cantargli “Perdono” in francese per due ora di fila, e le circondammo con degli schermi giganti che trasmettevano di fila tutti i “natale a …” di de Sica. Azioni simili venivano tentate ovunque nel mondo ma nulla funzionava.
Tinto Brass venne posto a capo dell’unità anticrisi italiana ma nemmeno lui riuscì a trovare il modo di porre rimedio all’immobilità di queste creature la cui presenza era inaccettabile ed insopportabile.

Perché? Non era una questione di fatti, non davano nessun’ fastidio quelle cose rosa, era una questione di principio!
Dopo quarantottore di estenuante lotta, oramai privi di idee, di cantanti stonati e di munizioni, eravamo disperati e queste creature iniziarono improvvisamente a mutare!

Davanti ai nostri occhi levitarono, si sollevarono di poco più d’un metro dal suolo, e poi attorno a loro si materializzò una specie di corpo e cosi il nemico svelò la sua vera diabolica forma: quella di un maialino nero diabolico!

Si! Proprio così!
Occhi rossi sanguinosi e nasi porcini, tanto di sorriso, senza braccia  e con le gambe sottili come spaghetti e di colori diversi, questa era la vera forma del mostro, del diavolo spaziale.
All’improvviso uno di questi iniziò a girare su sé stesso sulla punta delle zampe, come una ballerina di danza classica eccelsa,  e poi tutti gli altri fecero lo stesso.
Era chiaro ed imminente l’attacco, era evidente che ci volevano tutti morti, e che ci stavano per dare il colpo finale quelle maledette orrende sporche creature porcine ballerine piccoline e insopportabilmente carine!

Eravamo preparati a mille scenari ma a questo no, così decidemmo, per il bene di tutti, l’attacco nucleare massimo e distruggemmo il pianeta lasciando al suo posto degli antipatici e stressanti maialini neri diabolici sorridenti e ballerini….

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento