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Autore

Giosuè Carducci

in archivio dal 15 ott 2003

27 luglio 1835, Valdicastello (LU)

16 febbraio 1907, Bologna

segni particolari:
Sono stato il primo italiano a vincere il premio Nobel, nel 1906.

mi descrivo così:
Acceso sostenitore di un ritorno alle forme classiche che ammiro talmente tanto che le mie famose Odi le ho definite barbare, "...poiché tali suonerebbero agli orecchi e al giudizio dei greci e dei romani, se bene volute comporre nelle forme metriche della loro lirica..."

17 febbraio 2012 alle ore 10:42

Presso una certosa

Da quel verde, gestamente pertinace tra le foglie
gialle e rosse de l'acacia, senza vento una si toglie:
e con fremito leggero
par che passi un'anima.
Velo argenteo par la nebbia su 'I ruscello che gorgoglia,
tra la nebbia nel ruscello cade a perdersi la foglia.
Che sospira il cimitero,
da' cipressi, fievole?
Improvviso rompe il sole sopra l'umido mattino,
navigando tra le bianche nubi l'aere azzurrino :
si rallegra il bosco austero
già del verno prèsago.
A me, prima che l'inverno stringa pur l'anima mia
il tuo riso, o sacra luce, o divina poesia!
Il tuo canto, o padre Omero,'
pria che l'ombra avvolgami!

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