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Autore

Giovanna Nigris

in archivio dal 02 dic 2005

16 luglio 1950, Auronzo Di Cadore

segni particolari:
Dopo anni di sofferenze chiuse dentro di me sono riuscita ad esprimermi tramite la poesia. Ho pubblicato un libro con Aletti Editore http://www.mobbing-sisu.com/libro_poesie.html  ove sono raccolte alcune mie poesie. Le altre sono tutte in internet soprattutto nel sito http://www.mobbing-sisu.com

mi descrivo così:
Sono sensibile, adoro la poesia, la saggistica, la filosofia, la psicologia, l'arte in genere.

05 dicembre 2005

Padre

Quando si avvicina l’ora
del crepuscolo, padre,
mi pare ancora di sentire suonare
alla mia porta.
Sei tu, caro papà,
come allora che
ogni giorno, verso sera,
vieni a trovarmi e
mi chiedi della
mia giornata, di quanto
mi è accaduto, dei miei
problemi di donna,
di madre e del lavoro.
Ascolti in silenzio,
ma i tuoi occhi parlano,
sono allegri e sorridenti
se qualcosa di positivo mi è accaduto
e tristi e seri se percepisci o sai di
qualcosa che non va,
di qualcosa che mi fa soffrire.
Ecco il ricordo, il tuo ricordo
divenuto realtà di tutti i giorni, padre,
come tutti i giorni venivi a trovare
tua figlia, madre già, ma
sempre figlia.
Era un sostegno per me
la tua presenza.
Tornavo a casa dal lavoro
stanca
e poco dopo arrivavi tu
e con la tua presenza
rendevi meno faticose
le mie serate.
Solo il sapere che
avrei trovato anche te,
padre,
a casa al mio ritorno
mi faceva sentire
in pace con il mondo.
Ti sedevi accanto alle
mie bimbe e leggevi loro
la storia di Heidi, del Nonno
e di Nebbia.
Raccontavi
storie immaginarie,
ascoltavi i loro discorsi,
le facevi ridere, cantare, giocare.
Eri loro nonno, una presenza sicura
e il mio cuore era
pieno di gioia per
l’amore che riempiva
tutta la mia casa.
Hai recuperato in quei tempi
tanti vuoti della mia infanzia
e ho conosciuto veramente
cosa voleva dire
avere “un padre”.
Ma poi, c’è anche
un poi….
Ci siamo persi per un po’, sì,
ma anche ritrovati,
ritrovati ancora come prima
a parlare, cantare assieme,
ridere, giocare e anche
a piangere, papà.
Papi, anche se ora non sei più
su questa terra piena di dolori,
ti sento vicino ed ogni sera
vieni ancora a trovarmi
ed io conto su di te come allora,
sul tuo sostegno e sul tuo amore
di padre
nelle sofferenze della
vita più grandi
di me, sapessi papà.

Natale 2004, dedicata al mio caro Papà

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