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Autore

Giovanni Salvatore Paddeu

in archivio dal 03 apr 2008

13 settembre 1978, Nuoro

mi descrivo così:
Amo leggere, scrivere piccoli racconti e poesie ma non so metterle in ordine.

18 aprile 2008

La dolce morte dell'amore

L'odore dell'asfodelo
e della mentuccia del
greto del ruscello,
inebria la mia mente
seguendo
il sentiero a ritroso
tra frutti di bosco e
compagni ginepri, di
lecci e querceti come
un'orchestra
dell'opera che suona
musiche magiche
come quei luoghi fatati,
con le armonie dei cuculi
e dei pettirossi, fedeli
compagni di viaggio
nel bosco incantato.
Il giorno scorre lento
come uno slow,
e la vita compare
tra le fresche sorgenti,
tra le penombre del
sole nascosto, con
il tuo viso solare,
con il sorriso schietto
e rassicurante.
L'esplosione dei ricordi
sussulta nella mia mente,
flash back di amori cocenti,
di bagni in quei freschi torrenti
nella calura e con l'ardente
passione e sentimenti infiniti.
Mi stendo in quel prato
su distese di ciclamini rosa
e margherite bianche ocra,
il sole mi scalda e mi ristora.
Nelle braccia di Morfeo,
fedele mentore nei miei sogni
dell'amore dato a Francesca,
mi appare con una corbeille
di petali di rosa, con l'abito da
sposa, la donna della mia vita,
e un fremito mi sveglia come
un bang dentro la testa, come
un chiodo ficcato con la forza,
e mi lascio andare dietro al
sogno dell'amore perduto,
nel naufragare della morte
compagna di viaggio,
per riunirmi a lei, perduto amore!

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