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Poesie di Giuliana Argenio

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  • 03 agosto 2007
    Y, Ora e Siempre

    Neve di parole notturne
    Lungo i condotti del cuore
    Luccica il talismano della felicità.

    Disperazione trasmuta l'alba
    Sigilla il verbo essere assonnato
    Tinta de Rojo la magnana

    Sogni di neve e frantumi di parole
    Assopiscono membra stanche
    Rimandano al risveglio il trapassato prossimo

    Ucciso il nostro ieri da paure
    Flebile respiro di un futuro notturno
    Suona i tasti d'un pianoforte scordato

    Eluse le ombre della notte
    Scivola il giorno tra luci incerte
    E insondabile tristezza

    Neve di parole notturne
    Cadranno in futuribile previsione
    Estasiata dal genio, catturerà ogni fiocco
    Il cuore mai sazio del tuo inchiostro
    Y, ora e siempre.

  • 03 agosto 2007
    Dejà Vù

    Deja vù di farfalle
    di nobili nuvole
    Deja vù di trecce
    e feroci Leoni.

    Già veduto l'ocra,
    il rosso pompeiano
    e il raro Blu di Prussia
    in ginocchio davanti ai miei sogni.

    Nella memoria
    il Vento soffia forte
    Sparpaglia date e cronistorie
    Dejà vù di fogli accatastati

    Già veduto quell'orrizzonte
    ed il tramonto farsi Rosa
    L'Aurora divenire nome
    Deja vù, amica mia.

    E la musica plasmata dal genio
    il rimbombo dei versi sull'inchiostro nero
    Apparire un miracolo i miei graziosi piedi
    e un respiro l'Amore.

    Deja vù di una vita in fuga
    Indeclinabile verbo Essere
    Sconfitto da ipocriti convenevoli.
    Dejà vù. Dejà vù. Troppo tardi mia cara.

  • 02 agosto 2007
    Vorrei

    Vorrei tornare
    un minuto ancora
    laggiù
    dove eravamo

     

    Vorrei guardare
    un minuto ancora
    la casa
    la vita che volevamo

     

    Vorrei sentire
    un minuto ancora
    la musica
    delle nostre anime

  • 02 agosto 2007
    Nebbia

    Arrotolo parole
    vanno per versi strani
    si perdono nell'aria
    scompaiono nella nebbia.

     

    Arrotolo parole
    fugge la poesia
    spento il ritmo
    tocco il silenzio.

     

    Arrotolo parole
    come fascine di rovi
    sanguina l'anima
    Memoria nella nebbia.

     

    Cerco il verbo
    che più non trovo
    Arrotolo parole
    vuote di senso.

     

    C'era quel bel tempo
    e le parole adornate
    petali, cuore
    poesia, dolore.

     

    Arrotolo parole
    annodo colori, sentimenti
    sogni e malinconia.
    Ripongo il verbo, sono stanca.

  • 02 agosto 2007
    Sono

    Sono
    nelle maniche troppo corte
    di una tua camicia bianca
    Sono
    in una libreria smembrata
    nel ricordo ovattato
    di emozioni mai chiarite
    Sono
    nello sguardo di una sera
    nella data di un lutto
    Sono
    un amore che non ha più
    ali per volare.

  • 01 agosto 2007
    Alla Figlia di Un Re

    Rompe il dosso d’un mio pensiero la tua risata contagiosa.
    Schiocca tra sciabordio dell’acqua e rumori d’una festa.
    S’alza/ si leva cristallina/ socchiudi gli occhi
    inclini un po’il tuo capo/
    Così, deliziosamente acconciato con un fermaglio e
    qualche ciocca a lato.

     

    Poiché, quand’anche la sofferenza fosse
    la natura più oscena della vita
    C’è questo lago e il tramonto e l’aurora
    E il profumo dei ciliegi in fiore
    L’andar delle stagioni, mai finito fiore il sentimento


    Momenti, istanti. Frammenti d’ un tempo mai perduto
    Si perdono nell’acqua e luci riflettono
    come dentro lo specchio.
    Galleggia l’ombra del sorriso
    Disegna cerchi perfetti
    Concentriche, equidistanti armonie sfumano la sera


    Ed è già memoria bellissima, archiviata tra i ricordi più dolci.
    Tra tutti quegli abbracci il commiato avviene senza pena
    Detto s’è molto, indovinato poco, sperato infinitivamente.

  • Non hanno forse
    i vecchi
    gli occhi per guardare?

     

    Non sanno forse
    i vecchi
    l'accento dell'amore?

     

    Non hanno forse
    i vecchi
    l'olfatto, il tatto?

     

    La giovinezza
    la bellezza
    un elisir
    che inebria chi ti guarda.

     

    Sei la donna più bella che conosco
    se non bastasse
    l'esclusiva intelligenza
    che ho avuto da gustare.

     

    Nel falò della vita
    perderai piccole virtù
    che maschi decadenti
    cercheranno altrove

     

    Di una sola
    porterai orgoglio.
    La porterai al petto
    come medaglia al tuo valore d'esser stata.

     

    La tua anima, mia bellissima donna.

     

    Roma 30 maggio 2007 mentre scende la notte, le nostre anime non sono mai sole. Esse battono foreste di larici, pini e betulle. Di smeraldo adorno i tuoi sogni.