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Autore

Giuliana Argenio

in archivio dal 31 lug 2007

10 dicembre 1956, Roma

segni particolari:
Nessuno.

mi descrivo così:
Scrivere per non morire.

31 luglio 2007

Lowe Power

Intro: Julie mette passione in ciò che fa, ascolta musica e si dedica alle grandi pulizie. Queste sono davvero particolari, e macabre. Ma presto arriverà un sonno ristoratore...

Il racconto

Ora è davvero morto stecchito.
Quante volte gliel'aveva augurata quella morte? E quante altre ancora gliel'aveva promessa?
Seduta sul bordo del letto, sistema i piedi simmetricamente, porta le mani a pugno sotto il mento, appoggia i gomiti sulle cosce.
A fissarlo pare che dorma se non fosse per il sangue che continua a scorrergli dalla testa.

 

S'allarga la pozza vermiglia, cattura i pensieri quel bel rosso, disegna sul pavimento piccole curve. Prende forma, come le ombre sul muro la notte.
"Pare un'ala di un gabbiano, si, come un ala spezzata di un gabbiano..."
Non può rimanere steso nella camera in eterno
"Tocca farlo volare. Tocca aggiustargli l'ala e farlo volare".


Torna nella stanza Julie con secchio e strofinacci, i guanti di gomma bianchi che le mani si rovinano con i detersivi, lo scrivono ovunque.
"Piano piano, devo fare piano ché non voglio svegliarti mio amor..."
Sottovoce canta una nenia sconosciuta, dolce quanto una ninna nanna. Delicati i gesti, lenti e ordinati come quelli di un chirurgo, Julie gli solleva la testa dal pavimento e la avvolge dentro ad un lenzuolo candido. Lava e sciacqua, lava e strizza fino a quando tutt'intorno nuovamente è pulito.
La testa avvolta a più giri nel lenzuolo è un pacco dono ben confezionato.
"Dormi dormi
dormi amore..."
Come farlo volare ancora questo gabbiano?
Intero così, non volerebbe mai, il peso lo terrebbe a terra.
Julie lo trascina in lavanderia.
"Dio com'è grande un gabbiano, a vederli planare sul pelo dell'acqua sembrano leggeri e questo ha pure un'ala spezzata".

 

E' come disossare un pollo. Ci vuole più tempo, forse serviranno delle ore.
"Tocca usare la motosega per fare prima"
Julie lavora e canta. E' sempre stata una sognatrice, una romantica inguaribile, sentimentale.
Solleva i capelli dalla fronte con il dorso della mano, sfila il guanto di gomma e attacca un cd. Con un pò di musica il tempo passa prima..
Riprende il lavoro di spezzatura e D. Worwich inonda la stanza con la sua voce sublime.
"Close enough..."
Venticinque pezzi già sistemati nei sacchi di nailon, già infilati nel freezer a banco...
E' sera. Com'è bella la sera in campagna.
Quando il sole tramonta dietro le colline e il cielo si tinge di rosa e rosso qua e là, quando tutto tace e persino la luna compare senza infastidire. Si allarga a spicchio, è quasi piena.
Bella questa luna bianca, immensa, vicina alla terra.
Un pezzo al giorno volerà quel gabbiano fastidioso.
Un pezzo al giorno volerà congelato dalla scogliera, quando Julie scende a valle per la spesa.
"Another chance to love..." intona ancora Dionne Worwich.
"A ninna Julie... è stata una giornata pesantissima" pensa tra sé e sèéquella donna minuta e delicata.
"Stanotte dormirai Julie. Finalmente dormirai senza l'odioso russare di James".

Commenti
  • Antonio Colosimo Follia ragionante oppure Julie ha follemente ragione? Una notte di buon sonno silenzioso non ha prezzo. Emoglobinico.

    31 gennaio 2011 alle ore 21:31


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