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Autore

Giulio Nicolai

in archivio dal 07 mag 2007

20 settembre 1987, Massa (ms) - Italia

03 gennaio 2011

Gelido.

Come un dimenticato accampamento
di una spedizione artica, arso dal tempo
e corroso dal freddo, sta il mio cuore
in attesa, bramoso del giorno in cui
un impavido avventuriero si spingerà
oltre lo scibile per venirlo a scoprire,
di nuovo. Perchè ciò che viene dimenticato
dagli uomini, e ritrovato, ha in sé il dono
del nuovo e del vecchio allo stesso tempo,
e contiene nel suo ventre l'onore della fama
e lo strazio dell'abbandono.
Il freddo passare del tempo ha trasformato
ogni cosa, scolorendola come una vecchia
fotografia, iniettando in chi guarda un
sentimento di distacco a cui solo in pochi
possono resistere.
Solo pochi possono vedere in quel cuore
in bianco e nero qualcosa da recuperare,
da riscaldare per ridargli colore, solo pochi
possono provare pietà e ricordarsi le
sue sfumature accecanti di quando,
un tempo, aveva ancora la forza di emanare
calore. Quel calore ingenuo e spontaneo,
rivolto a chi aveva voluto essere suo
per qualche istante, far parte di lui,
essere temporaneo sostegno al suo amore.
Ma ora è solo un cimelio, da guardare
con fredda simpatia, perchè non ha
più la forza di gridare, di convincere
chi lo guarda che ha ancora molto da dare.
Il suo molto è il suo tutto, che è diventato
troppo poco per voi, perduto com'è
nel ghiaccio di sterili sorrisi, lontani
come stelle immerse nel gelido universo.

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