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Autore

Giuseppe Arrigo

in archivio dal 09 lug 2007

31 agosto 1982, Formia (LT)

mi descrivo così:
Meglio non descriversi... sono troppo severo con me stesso

25 giugno 2008

Senza te

Intro: Un uomo rimasto solo, che non si dà pace per aver perso la sua donna. E maledice chi gliel'ha portata via... ma a proposito: chi è questa misteriosa Lei che è riuscita ad allontanarla da lui?

Il racconto

Una foto, una cartolina, il  biglietto di quel giorno insieme al concerto...
Ecco cosa mi era rimasto…
Nient’altro che ricordi nebbiosi, appena sfumati…
I rimorsi per le cose già fatte, i rimpianti per quelle che avrei voluto fare o dire…
Ma che importa adesso che son rimasto solo, senza il conforto della tua presenza.
Giro per strada assorto nei miei pensieri, facendo conoscenze e regalandomi avventure… Ma non riesco a trovar pace, poiché negli occhi degli altri, vado cercando te, che come un dolce germoglio, hai messo radici nella mia anima. Mentre scrivo “mi faccio del male”, ingozzandomi di patatine e ricordi… Vorrei piangere ma mi rendo conto che le lacrime non portano a nulla. Non riesco più a dirmi che prima o poi ti dimenticherò. L’hai incontrata e ti ha avvolto nelle sue braccia e in un momento è riuscita a portarti via. Ti ha accolta forse meglio di come avrei potuto fare io, di come avrebbe potuto fare qualsiasi altra persona. E adesso come faccio a ricominciare? Non ho saputo darti le cose che ti ha dato, non potendomi mettere al suo livello. Non posso riportarti da me, poiché non è possibile raggiungerti lì dove sei ora… Se solo quel giorno non ti avessi lasciata andare via, invece di raggiungere i miei amici, adesso staremmo ancora insieme… Ma il destino ha voluto separarci.
L’hai incontrata in un bel giorno di primavera e ti ha portata lontano. Quanto avrei voluto dirti "ti amo" prima che lei ti portasse via, così lontano da non poterti raggiungere… Stringendoti a sé, ti ha dato la serenità che forse io non sono stato capace di infonderti.
E ora mi sento come morire, oppresso dall’insopportabile peso della tua assenza.
Come un re senza corona, vago nel mio “regno” di ombre e sospiri e solo la confusione e la solitudine mi sono compagne. Le lacrime, in alcuni casi troppo pesanti da poter essere trattenute, a volte rompono il silenzio che mi circonda.
Adesso sei solo sua. E nessun altro, uomo o donna che sia, ti avrà mai più.
Solo lei avrà il piacere di godere della tua compagnia, della tua gioia, dei tuoi turbamenti.
E la odio per quello che è accaduto, per quello che ci ha fatto… ma soprattutto perché ti ha allontanata da me.
Che tu sia maledetta in eterno!
Tu che mi hai strappato dalle braccia l’amore più grande che io abbia mai provato, precludendomi la possibilità di essere felice assieme alla mia piccola stella… Hai spento quel fuoco che c’era in lei, e così facendo, hai lasciato solo e malinconico il mio povero cuore affranto…
So che però prima o poi dovrò perdonarti per quello che hai fatto… Un giorno verrai a prendere anche me e di certo anche io resterò ammaliato…
Nessuno può resisterti…
Dopo tutto la Morte arriva per tutti…

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