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Autore

Giuseppe Finaldi

in archivio dal 28 dic 2005

10 febbraio 1956, Napoli

mi descrivo così:
Non so dire di me. Lascio dire, se dicono, a questi versi: Di me è già troppo dire quel poco che vivendo mi si svela diminuito di quel tanto che morendo mi si cela. Di me, nel dire resta un soffio, leggero come un bacio.

28 dicembre 2005

Natale!

Davanti al presepe

riemergono

come da una conchiglia

profumi e sapori

suoni e colori

e voci e volti

e carezze e doni

e sogni ….

La loro eco

si fa

nostalgia

e Natale

attesa

d’altro,

di nuovo,

di ritorno.

 

Qui

vorrei restare

incantato

con l’anima

raccolta

tra le mani.

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