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Autore

Giuseppe Galato

in archivio dal 30 gen 2008

20 gennaio 1983, Salerno - Italia

segni particolari:
Se la curiosità può essere annoverata fra i segni particolari, ecco, è quello il mio...

mi descrivo così:
Non è tra i miei interessi l'autodescrizione...

30 gennaio 2008

Intervista

Intro: Un punto di vista "diverso", davvero. L'autore è acuto e affronta con ironia e lucidità un tema attuale e spesso oggetto di interesse dei media: l'orgoglio dell'universo gay. Come finirà?

Il racconto

"Ciao!", aveva gridato il giornalista televisivo per fare in modo che la sua voce sormontasse il chiasso proveniente dai manifestanti, “Come mai sei qui oggi?!”.
“Per manifestare per i miei diritti gay, uh-uh!”, aveva urlato il manifestante, concitato.
“Senti…”, aveva continuato l’intervistatore, "e perché hai delle piume di pavone in testa, un boa di struzzo al collo ed una mazza di scopa ficcata su per il culo?”.
“Perché fa trasgressivo, uh-uh!”, aveva risposto il manifestante, con il suo onnipresente sorriso stampato in faccia.
“Senti…”, ancora incalzava il giornalista, “… ma non credi che una manifestazione in questi termini sia retaggio di un pregiudizio implicito nell’atto da cui se ne cerca di uscirne senza comprendere di esserne succubi? Nel senso, tu difendi il tuo essere gay esaltando la tua diversità. Ma se essere gay è normale non c’è bisogno di esaltarne la diversità dalla normalità, in questo caso con la trasgressione. La trasgressione è sempre mossa da un pregiudizio. Nel senso, la trasgressione colpisce il senso pubblico mostrando quello che la società vede come “diverso” o “malato”, addirittura, in maniera estremizzata. A questo punto è anche più facile dai detrattori di una certa tendenza demonizzare, strumentalizzare un dato comportamento ed usarlo in modo che lo stesso comportamento che debba avere un effetto ne abbia un altro. E poi, ancora, ma se essere gay è normale, se tu credi sia normale, e, giustamente, manifesti per avere eguali diritti e non essere demonizzato, perché usi la trasgressione, che appunto vedo come atteggiamento che parte da un pregiudizio?”.
Il caos del gay pride si era bloccato. La musica si era fermata, le immagini seguivano lo stesso fato. Come in un fermo immagine. Gli unici, occhi fissi gli uni negli altri, ad avere percezione di questo, per quanto potessero sentire, erano l’intervistatore e l’intervistato, di cui, il secondo, non più con il sorriso.
Che veloce rispose: “Perché fa trasgressivo, uh-uh!”.
“Deficiente, ignorante e bigotto latente. E pure frocio.”

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