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Autore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

in archivio dal 02 lug 2012

25 aprile 1940, Milano - Italia

mi descrivo così:
Vecchio Chimico Industriale Corrosionista Pensionato Interessi per Storia-Arte-Letteratura-Viaggi-Teologia

03 luglio 2012 alle ore 17:05

Il saggio Kohelet così ammonisce!

Ancor risuona dalla nuvola alta alata

una voce, ammonisce dell’Ecclesiaste

il Saggio: il dolore assai aumenta forte

chi alla natura con bramosia di far

le fa violenza usando di poter voglia

irrazionale vana superba conoscenza,

 

scorreva limpido il fiume chiaro azzurro

prati fioriti erbe varie  profumate tante

ecco il cemento alto duro del fiume nasce

sbarramento usual lenta corsa qui s’arresta

sparisce il verde un vasto immenso lago alberga,

 

montagne colline un tempo alberi svariati

infiniti abeti pini larici maestose querce

muschio licheni  per fauna e flora ecco il paradiso

or quando la neve scende tra le imbiancate

cime tra i pendii  presso le colline uno sciame

una frotta allegra umana s’appresta della neve

ai ludi da sci piste seggiovie ville alberghi ostelli

questo lì tutto attorno nuovo regna e chiaro vedi

 l’antico idilliaco  paesaggio dolce sì tanto mutato

 

scienza e progresso ecco  farla sicuri da padroni

 

tranquilli i borghi  a valle  città e paesi già svegli

ognun  pronto a riprender la vita quotidiana piana

lavora la terra il contadino pronta è del fabbro

la fucina gli operai solerti allegri son nell’officina

i bimbi attenti a scuola le mamme fan la spesa

passano  autobus tram  impiegati lì in attesa

legge il giornale al bar seduto sereno  il pensionato

 

improvviso tuona il temporale pioggia  violenta

torrenziale il fiume s’arrabbia si sbriciola il cemento

pochi secondi senza preavviso  frana la montagna

sparisce dov’era la collina l’alveo del fiume son

le strade  in questa sua violenta corsa pietà non

mostra  correndo verso il mare non s’arresta

acqua fango detriti  portano solo morte e distruzione

 

calamità disastri naturali diranno come al solito alcuni

imprevedibili nessun dubbio gridano altri azioni antropiche

scellerate  l’avevam predetto i soliti giochetti vergognosi

a scaricabarile  piangono intanto altri piangendo i loro morti

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