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Racconti di Giusi Vanella

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  • 11 ottobre 2007
    Tu verrai

    Come comincia: Il fumo della sigaretta si mescola col raggio di luce che filtra dalla finestra, creando strani effetti. È il tuo volto che emerge stamattina dalle volute, così come ieri, come un anno fa, come… Quanto?
    Nato nell’adolescenza, rimasto lì, in un angolo del cuore, nascosto, coccolato, rinnegato, esasperato, irrimediabilmente amato.
    Isola che non c’è in cui trovare rifugio contro le contrarietà della vita. Favola in cui sono confluiti sogni, speranze, primi turbamenti, malinconie adolescenziali e frustrazioni adulte.
    Tu, meraviglioso.
    Tu unico, insostituibile principe sul bianco destriero che uccidi i draghi dei giorni uguali-normali-banali
    Arroganti “Spiacente, non c’è niente per la sua taglia”, mito della giovinezza sbandierata come un vessillo, ansie di carriera, decenni di conquiste femministe, si infrangono miseramente contro la tua lucente armatura.
    Tu mi proteggi, mi difendi, mi incoraggi. Tu disperdi al vento l’angoscia del primo capello bianco e l’ossessione delle orde di ragazzette lisce e sode come uova, danzanti come colibrì.
    Mi fai bella perché mi vedi bella.
    Io, principessa, domino incontrastata sul tuo cuore fiero e coraggioso. Tra le mie braccia si scioglie la tua armatura, come neve. Per te, il mio sorriso vale più di un impero.
    Mi alzo, perché il mondo continua a correre e reclamano attenzione maggioranza-Pollicino di governo, suocera che del ficodindia ha solo la buccia spinosa, argomenti eternamente al tavolo delle trattative, idraulico più ricercato di Brad Pitt.
    Ma io lo so. Quando i problemi della quotidianità rischieranno di prendere il sopravvento, quando il mese apparirà troppo lungo e lo stipendio troppo piccolo, quando lo specchio rifletterà una nuova ruga, tu verrai.
    “Verrai e mi porterai via”, là dove il sole non tramonta mai.