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Poesie di Gloria D'alessandro

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  • 23 gennaio 2012 alle ore 12:53
    ... non farei altro che...

    Se fossi un uomo
    continuerei a spalmarmi sulle labbra
    tinte che già pronuncio da donna
    profumata e assiderata di provocazione estiva
    sotto fioritura diamantesca e grezza
    nel suo letargato sapore invernale

    Se fossi un uomo
    mi soffocherei di spasmi amabilmente spezzati
    nell'orgoglio d'un coraggio vorace di donna
    -mordace
    con quel tono sconosciuto ancora nascente
    tra le simbiosi del mondo-

    morendo e rinascendo ribelle
    lungo i passi d'una passeggiata in viale
    ascoltare nel filtro del tempo
    passi infuocati di foglie al vento
    sconosciuti eppur cortesi
    e spiare  tra le note d'una canzone
    appena cantata quell'inesistenza raccolta
    nell'imminente passato
    definendo in cerchio
    risposte da cercare nell'essermi
    (già) intimamente così....
    inondata d'essenza senza sesso....

  • 22 gennaio 2012 alle ore 11:33
    Il silenzio dell'allodola

    Non importa che giorno è oggi.
    La sveglia suona anche nei giorni di festa
    come oggi, che non è necessariamente domenica.
    Giorni uguali a quotidianità rattoppate da doveri
    e inseguimento di soldo sporco, letale
    d’ogni libertà ormai usurata
    dagli incravattati perbene.

    Tu dormi ancora nel tuo letto
    e mai vorrei farti vedere il vuoto
    dei miei occhi che non sanno uscire
    da una prigione d’amore
    consumata in violenza d’un vizio
    che ho lasciato perdere
    da quando hai deciso di venire al mondo.

    Mi ascolti sovrano nei miei sensi di colpa;
    lo trasmetto col mio portarti un pezzo di pane
    con una nutella che non potrei permettermi,
    ma tutto accetto, tranne quel po’ di buono
    che mai oserei togliere ad un palato
    che fino all’altro ieri mi rigavi d’emozione il viso
    e non riuscivo a trattenermi dal pianto.

    I giorni di sole come giorni di pioggia.
    Non sanno fare la differenza.
    E’ tutto annebbiato da tristezza di solitudine
    non condivisa.

    Parlano di luoghi lontani tutte queste voci
    ammassate nella ricerca di scoop inventati
    oltre le semplici verità di immense sofferenze.

    E di me si parla poco.
    Solo perché sono italiana generosa di vita
    alla cui vita non so dare altro che assenza.
    Il sostegno è una sabbia mobile che mi sta facendo affogare.
    L’italianità e la mia unione con te
    è spenta da bombe lacrimogene
    che mi sento sullo sguardo anche se buttate a distanza.

    Gioia come tristezza.
    Non c’è nessuna differenza.

    Almeno oggi sto afferrando la mia apatia
    incarnata da una scopa che spolvera tutte le sporcizie
    d’una ricchezza falsamente raccomandata
    in uffici di Gran Ricchezza:
    simboleggiano il potere
    e la mia schiavitù venduta al miglior offerente.

  • 20 gennaio 2012 alle ore 14:42
    PURA FOLLIA

    Domani ci sarò.
    Adesso come ieri.
    E non c'ero.
    E cerco di essere.
    Forse sono vera.
    Forse sono autentica.
    Oggi sono libera.
    Oggi forse sono io.

  • 06 luglio 2009
    Veleno

    M’inchiostro su strutture
    di piombo
    come se desiderassi
    uccidere punte di colori
     
    la luce sepolcrale
    del razzismo
    s’illumina ancora
    di timbratura “doc”
    voci, caratteri
    onnipotentemente scolpiti
    d’applausi di sindone
    biancheggiano di normalità.
     
    la ricerca dell’abisso
    storico si perde
    in lustro di cancellazione
    allegorica
    (non saremo mai esistiti)
     
     non  trasparirà traccia
    di dignità, di verità diverse,
    di vite non formattate
    da compromessi  pubblicizzati
    in back-up mnemonici
    per assenza di cervello.

  • 03 giugno 2008
    L'altra me

    Oggi ho ritrovato
    i fantasmi delle mie parole:
    hanno un peso sensato
    lontano da impercettibili dubbi.
    Una coscienziosa
    lacrima di stanchezza
    riga una strada
    senza certezza;
    la vita sommersa
    tra le vesti profumate
    d’inconfondibile
    girotondo affrescato
    su creta resistente.
    Da non so dove
    arriva la calma
    della tua voce
    nell’eco del mio
    istintivo cercarti.

     

    Fuori l’albero
    soleggiato d’ombra sulle cime
    ricopre di cromatico diamante
    la linfa nascosta e timida
    del non volersi mostrare,
    ma tra i suoi spazi tuonano
    le assillanti particelle
    del tuo eterno esserci
    a cui non so sottrarmi:
    persevera esistenza cantata
    nel vivere d’ogni mattino
    quando il sole sa
    di volerci baciare
    con lo stesso raggio
    dove ogni tuo suono
    si posa per venirmi
    a cercare accarezzandomi
    nel presente
    e nel sempre.

  • 31 gennaio 2008
    27 gennaio

    Incancellabile percezione
    del vissuto
    ancora presente.
    I fumi dei forni
    ancora scorrono
    nel cerchio d’aria:
    grida d’anime
    nelle traiettorie
    dei binari
    ancora in bianco e nero.
    Tatuaggio storico
    indelebile.
    Malattia d’uomo
    ancora avvelenata…

  • 21 agosto 2007
    Il lungo aforisma

    La politica
    è una banca
    di parole
    e nozioni.
    Chi si vende
    con l'investimento
    delle proprie frasi
    (ripetute
    e già sentite)
    non paga interessi
    di proprie spese.
    E' retribuito
    con il sudore
    di coloro
    che sono "in rosso"
    e di coloro
    che percorrono
    la strada
    della indesiderata
    bancarotta.

  • 04 agosto 2007
    Partita. Mortale

    Crepuscolo rotto
    da abbagli stonati
    nella notte.
    Bimbi, donne, uomini,
    creature, fiori, animali
    non hanno più
    gioia, speranza, volontà,
    bellezze, odori, istinti.
    Le lapidi piangono
    accasciati tra le bombe
    silenziose ancora urlanti,
    non ancora scoppiate.
    E li chiamano "alta tecnologia"
    questi dieci, cento, mille colpi
    che assordano prima di cadere.
    Deserti neri, oro sporco,
    soldo senza anima e colore:
    riveste il valore
    dell'essere umano,
    pedina, bersaglio
    tra le stesse macerie polverose.
    Disintegrato. Annullato. Morto.
    Per i grandi e potenti protetti
    l'umano diventa
    "Alta Partita A Scacchi".

  • 30 luglio 2007
    J'accuse Bush Senior

    Forse si avvererà
    il giorno
    di pace universale
    senza il sogno
    di offuscare
    il pianeta
    in polvere fungosa
    tra l'acerbo odore
    di radiazioni.
    Adesso solo immagini
    di scenari familiari
    di corde tese alla gola
    o di gioielli
    ammanettati
    tra i denti potenti;
    notizie di morti
    dimenticati
    perfino dal quarto potere
    immenso schermo corrotto
    tra le loro stesse fandonie
    pubblicizzando
    discorsi politici d'economia
    in tasca
    derubati anche a chi dorme
    sulle panchine
    fredde di notte.
    Fumano dollari
    per estrazioni preziose
    (nell'aria
    e tra le limpide vene
    dei boschi puliti
    esiste lo scorrere
    del destino
    sul fondo cadaverico
    senza batterne frase,
    parole, immagine)!
    Che nessuno sappia!
    Per carità!
    L'uomo vivente
    tra natura miracolosa
    respira davanti
    alla sua morte sfigurata,
    sul picco di un cratere
    diamantesco.
    Con un senso di schifo
    andrei a schiaffeggiare
    con manette
    di metallo rovente
    la sua faccia
    vecchia, cruda,
    senza la punta
    del minimo scrupolo.
    Lui, il potente,
    il dio del suo stesso ballo
    acerbamente genioso
    si prende a cuore
    solo ciò che la natura stessa
    dovrebbe negargli!
    Ma io, io, Io!
    Non gli andrei nemmeno vicino
    per respirare
    il comune centimetro d'aria
    che ci unisce
    dal filo d'esistenza stessa.
    Solo con moderna
    tecnologia pensierosa
    di massa miliardaria
    scateneremmo
    un maremoto
    ai suoi piedi
    per farlo affogare lentamente
    tra il ghiaccio bollente
    d'energia emancipata
    donando alla Terra
    il giusto senso
    del vivere
    senza
    "l"umano istinto politico".
    Il dio estinto tra il bruciore
    si accovaccerà
    sotto il fosso
    d'inferno apocalittico
    guardando e vivendo
    il suo stesso male
    anche dopo la sua morte!

  • 23 luglio 2007
    Il senso della vita

    Il cogliere l'attimo
    che segna
    la nostra storia.
    La felicità rubata
    e non apprezzata.
    Il passato
    colto all'improvviso
    da una frase.
    Rumoreggiare
    passo per passo
    durante l'incoscienza
    che ci insegna.

  • 05 luglio 2007
    L'incompreso silenzioso

    E' la luna.

     

    Si chiede il perché
    del sole
    che splende.

     

    Tace.

  • 05 luglio 2007
    Tocchi di passato

    Non è più il poeta
    che sente l’odore
    di una pioggia lontana?
    Non è più il bambino
    ondeggiante nella sua anima
    che grida il suo silenzio?
    Fragrante è quel tatto
    di insofferenza
    che ora si affaccia
    su nubi sospese
    nel cielo.
    Leggero è il vento
    che si è formato
    con la rabbia di solitudini
    assopite.

  • 26 giugno 2007
    La gioia del vento

    Spaziosamente annuvolato
    tra le ciglia della pioggia.
    Raccimolato tra le radici
    dei respiri d'ombra.
    Accovacciato tra le emozioni
    del sole mito.
    L'apertura di sensazioni
    ravvivante la vita.

  • 25 giugno 2007
    Sense-all

    Veemente
    noncurante magia
    dell'esser
    viziati da se stessi
    con apicale spasmo.
    Ne rapisce il senso
    d'oscurità permanente
    evocando vorticoso
    abbandono d'irrequietezza;
    sfocia in risorsa
    di cantico interiore;
    lascia trasparire
    l'immortalità
    del fuggitivo
    senza porsi
    alcun perché.

    E per il domani?
    Tatuaggio
    nella memoria
    solo da sbirciare...

  • 25 giugno 2007
    Il silenzio interrotto

    Ho provato ad ascoltarmi
    dentro una quiete
    dello schiamazzo marino.
    Seduta sul morbido cuscino
    di sabbia
    stringevo i pugni
    che strillavano il desiderio
    di comprensione
    e di esstenza.
    Cosa sono le emozioni
    che mi appartengono?
    Mi torni in mente.
    Mi sento una nullità
    per la rabbia immensa provata:
    non poterti mai avere.
    Un'onda ha spezzato
    il seguito dei miei pensieri:
    non voglio pensare più.