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Autore

Guido Gozzano

in archivio dal 17 apr 2007

19 dicembre 1883, Torino

09 agosto 1916, Torino

segni particolari:
Non assumo pose da letterato e scrivo le mie rime, segnate dalla tristezza e dal sentimento della morte, con ironico distacco. Alla base dei miei versi vi è un romantico desiderio di felicità e di amore che si scontra presto con la quotidiana presenza della malattia, della delusione amorosa, della malinconia che mi porta a desiderare vite appartate e ombrose e tranquilli interni casalinghi.

mi descrivo così:
Sono stato un poeta italiano, nella Torino del maestro Arturo Graf.

17 giugno 2011 alle ore 17:09

Il filo

Ma questo filo... tutto questo filo!...
In pensieri non dolci e non amari
il Vecchio stava chino sulli alari
con le molle, così, come uno stilo.

«Scrivi? Bruci? Miei versi? I sillabari?
Il nome dell'Amata e dell'Asilo!»
(nel Vecchio riconobbi il mio profilo)
«Lettere? Buste? Annunzi funerari?

Un nome, un nome! Quello della Mamma!»
E caddi singhiozzando sulli alari.
Il Vecchio tacque. M'additò la fiamma.

«Da trent'anni?! Perdute le più tenere
mani! Ma resta il sogno! I sogni cari...»
Il Vecchio tacque. M'additò la cenere.

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