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Autore

Hazem Saghieh

in archivio dal 18 apr 2012

- Lebanon

segni particolari:
Le storie dei miei libri raccontano del mondo arabo, delle sue contraddizioni e regole ferree.

mi descrivo così:
Scrittore di origine araba. Sono editorialista di Al Hayat, quotidiano libanese in lingua araba edito a Londra.

18 aprile 2012 alle ore 8:49

Dillo alla luna

di Hazem Saghieh

editore: Piemme

pagine: 176

prezzo: 13,50 €

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Dall’Algeria ci arriva un libro affascinante, commovente, doloroso che mentre da un lato ci descrive una società, quella algerina contemporanea, che pochi di noi credo conoscano nei dettagli, dall’altra ci narra la storia di Randa, una donna imprigionata nel corpo di un uomo, in una società che non capisce perché uno dovrebbe rinunciare ai privilegi del maschio per essere qualcosa di ancora meno importante: una transessuale.
Hazem Saghieh, editorialista di Al Hayat, quotidiano libanese in lingua araba edito a Londra, ci racconta in “Dillo alla luna”, ottimamente tradotto da Alessandro Buontempo, pubblicato in Italia dalla Piemme, in modo coinvolgente e crudo, la storia vera di Randa che è costretta a rinnegare se stessa per salvarsi la vita: dopo la pubblicazione in Libano questo libro ha scosso il mondo arabo alzando per la prima volta il velo su una galassia negata: quella delle persone trans.
“…la sensazione di avere a che fare con un corpo che cambia è qualcosa di sorprendente… è un’esperienza che le persone normali non conoscono; loro non si osservano crescere e diventare grandi, subiscono il cambiamento invece di provocarlo intenzionalmente, e non ci pensano perché è un fenomeno che sta nell’ordine delle cose, succede e basta. Per gli altri il cambiamento è netto, come passare di colpo dalla pioggia dell’inverno al sereno dell’estate o dall’albeggiare al tramonto. E soprattutto non lo vedono compiersi sul proprio corpo, non ne seguono l’evolversi giorno per giorno”: straordinaria questa descrizione della trasformazione del corpo durante la somministrazione degli ormoni che somiglia a quella che molte amiche e amici trans mi hanno descritto della loro personale transizione.
La protagonista di questo libro è anche un papà che è costretto a lasciare il suo amatissimo figlio e la sua terra natale per poter continuare in questo percorso con una serie infinita di sacrifici e talvolta le vengono dei dubbi atroci di aver fatto la scelta giusta: “… in un impeto di cieca rabbia verso me stessa mi chiesi come avessi potuto essere così egoista da abbandonare mio figlio solo perché volevo diventare donna. Forse era proprio per questo che i miei si vergognavano di me, per quell’incapacità di vedere oltre il mio naso, di preoccuparmi di qualcosa che non fosse il mio misero io. Non poteva dardi che avessero ragione loro, che io non fossi altro che un essere riprovevole e degno di disprezzo?” Parole pesanti come macigni, anche queste molto simili a quelle che mi hanno confidato molte persone che hanno fatto la transizione da genitore.
Un libro che lascia il segno.

recensione di Daniela Domenici

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