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Autore

Irene Pizzimenti

in archivio dal 28 nov 2005

??/??/19??, Palermo

mi descrivo così:
Silenziosa, testarda, amante dei piccoli ma costanti passi, osservatrice sorridente con forte empatia per il mondo tutto.

03 gennaio 2006

La bianca casa sullo scoglio

E stai seduto al sole
sulle corde vecchie come il tuo barcone

Aggiusti reti stanche di stagioni antiche
la  pelle scura sfida  ogni calore
le rughe  profonde solcano il viso
silenziose storie che parlano piano al cuore

Aggiustano lente le tue mani
stretti  gli occhi si perdono pensiero nell’infinito
vestono i silenzi ogni tua ora
è dimora per te  questo barcone antico

Raro il tuo salire a casa
rari i tuoi piedi sempre nudi
per le stradine strette del paese
Chiusa la casetta  bianca
sulla scoglio che amavi tanto

Lei non c’è più
duro destino della vita che l’ha portata via
contro la sua strenua lotta per rimanerti accanto
E si è fermato allora il Tempo

Si è chiusa quella porta sempre aperta
Silenzio ora di risa e canti
quando aperte le braccia
accoglievano serene ogni tuo ritorno

E resti lì 
al sole e all’acqua
corda lisa alla tua stessa vita
in un’attesa che ormai chiede soltanto al sonno
silenziosa tregua ad un dolore stanco.

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