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Autore

Irene Pizzimenti

in archivio dal 28 nov 2005

??/??/19??, Palermo

mi descrivo così:
Silenziosa, testarda, amante dei piccoli ma costanti passi, osservatrice sorridente con forte empatia per il mondo tutto.

03 gennaio 2006

Seila

Il tuo viso è muto
le tue labbra mordono finalmente il pane
Mangi mentre osservi
luoghi sconosciuti, gente sconosciuta
sei sola...


I tuoi occhi scuri e gonfi
chiedono perché
in un silenzio pieno di paure.
Alle spalle senti ancora
il rumoreggiare del mare
i suoi mormorii cupi imbronciati
e quel barcone triste
pieno di gente in lacrime

Mordi il pane finalmente

Il tuo vestito strappato grida dolore
bisogni ricatti atrocità
Nel tuo cuore
il mondo resta lontano
legato ad un'isola, a dei sorrisi
a delle mani ancora troppo care

Ma tu
non sai dire...

Mangi il pane finalmente
in una terra sconosciuta straniera vuota

E il tramonto scende
e il tramonto invade ora il tuo cuore
ma tu non sai dire...

E le manine sole
silenziose adesso

si stringono ferite
attorno a quell'unico sicuro mondo tuo...


Il pane.

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