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Autore

Iris Vignola

in archivio dal 11 mar 2015

La Spezia - Italia

segni particolari:
Autrice di libri fantasy e poesie.

mi descrivo così:
Ho pubblicato il primo volume della mia trilogia "La stirpe di luce" in versione italiana e inglese (Dinasty of light), tre libri poesia e presto la terza edizione del mio libro di fiabe in inglese "Into the fantastic world of fairy tale".

18 aprile alle ore 15:10

NELLA SEMPLICE ABITUDINE D'ESSER DONNA... NATA ALLORA

Scusa sai, se m'arrampico su specchi,
nel pensiero, epicentro di quei sogni ad occhi aperti,
o m'inerpico in un mondo solo mio, dove sgorga fantasia,
dove rievocar quel senso che s'assembla al mio desio,
in cui vige l'armonia che s'ammanta d'autostima per me stessa
e rispetto verso gli altri, che sian peccatori o Santi.
Scusa tanto se mi levo prim'ancor che nasca il sole,
assetata della luce dell'aurora,
se mi lascio coccolare dalle braccia di Morfeo,
solo nel chiaror di luna che m'osserva, nell'attesa che io dorma
e nel sonno cerchi il faro che m'illumini il percorso,
navigando poi in quel mare dell'ignoto che m'appare, all'imbrunire.
Chiedo venia se tradisco lo sconforto che m'avvolge,
con la speme ch'accompagna il mio domani,
se i miei passi si rifiutan d'approdar al sentiero delle spine,
lacerando ancor le carni, nel riaprire cicatrici di ferite,
anelando ad un viottolo sterrato, ma sicuro, circondato sol di fiori,
atti a profumar quest'esistenza che s'accorcia e allor pretende
ch'incertezze sian dissolte dal suo tempo ch'ancor resta,
che lo spreco non l'intacchi, apportando il suo degrado,
dando agio a falsità di certe menti, che d'affanni sono prede deliranti,
bieche vittime d'invidia senza pace, sol cercanti di colpire chi ricerca il suo valore ed ha stima di se stessa.
Quel perdono chiedo adesso, se rimango quel che sono,
dell'ingenuità ch'ho dentro che rifletto in ogni altro, ingenuamente,
nel pensar ch'ognun si'al mio pari ed il male sia reietto da ogni cuore.
Se nel mio c'è solo amore e dall'odio m'allontani,
non scendendo a compromessi in contrasto col mio io,
se m'infiammi per un bacio e mi perda in un abbraccio
e perfetta non mi senta, ma volubile e guerriera,
poi, talvolta, non ascolti la pazienza che mi parla, ma impulsiva io agisca, con veemenza, nel cercare la giustizia, pur errando, nel guardar solo da un lato e non dall'altro.
Chino il capo, tal perdono sto anelando dal mio spirito divino,
che mi possa incentivar nel mio cammino,
precedendomi, com'ombra fa col sole,
che d'orgoglio si pervada e di saggezza, nel capire questo stato di creatura, di materia anche forgiata, nella semplice abitudine d'esser donna... nata allora.

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