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Autore

Isabella Capozzi

in archivio dal 07 apr 2014

23 agosto 1983, Bari

segni particolari:
È autobiografica, biografica ed ha una lingua "androgina": si esprime anche al maschile con un ingannevole senno femminile. Affascinata dalla Beat Generation, tra le righe delle sue liriche radiografa l'armonia degli opposti.

mi descrivo così:
Sommelier di parole, si sveglia quasi sempre di notte. Sputa inchiostro soprattutto quando non esce la sera, spesso scrive senza cambiare una virgola, mentre, quando è insicura fa il punto della situazione, rivoluzionando l'intero pensiero.

22 maggio 2014 alle ore 16:47

O' clock

Vorrei che la mia vita vestisse giorni
con taglia quarantotto
queste ventiquattro ore strette e anoressiche
non mi permettono d’indossare un’esistenza baggy.
 
Mi piacerebbe abbinare
a quest’abito poco galante
un orologio dal grande quadrante
per riempirlo di stagioni
di troppi natali e meno fine anno.
 
Sfogliando l’agende degli impegni
che aspettano puntuali
vorrei scontrarmi con le spalle del tempo
che passa e saluta, per dirgli di non correre:
tanti sono atleti.
 
Vorrei non sentirmi ladra
quando rubo tempo al tempo
sino all’ultimo minuto
per sottrarmi all’impermanenza della giovinezza.
Vorrei che qualcuno mi restituisse
il tempo perso, il bel tempo
quello nuvoloso e quello sprecato
o per lo meno si sdebitasse con una clessidra.
 
Mentre faccio il pendolo tra questi vorrei
le ore scorrono e le rughe pure.
Ma io alla faccia del tempo faccio cucù
e compro quell’orologio intelligente e veggente
in grado di fermarsi al momento giusto.

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