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Racconti di Katia Catalano

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  • 07 febbraio 2012 alle ore 10:55
    Il senso

    Come comincia: Il datore di lavoro era sempre insoddisfatto, i bambini senza una madre, la nonna delirante!
    Roger aveva troppi problemi, ma scriveva sempre su un diario non potendo più sfogare tutte le ansie quotidiane del suo non vivere con Lidia.  Aveva musicato ed inciso su un CD i momenti più belli del loro sentire.
    La compagna lo aveva lasciato con i due figli, poiché era stanca di convivere con un patner fantasma, apparentemente disinteressato della famiglia.
    Un cronista per necessità, disperato e single, l’uomo aveva cambiato occupazione in modo da evitare sgradevoli incontri con la ex coinquilina. Il nuovo impiego anche se più redditizio lo assorbiva completamente senza lasciargli nessuna gratificazione da condividere con i suoi cari.
    Lo scrittore tornava molto tardi dal lavoro e non riusciva a trascorrere del tempo con Jim e Kelly, ma un giorno i ragazzi avrebbero letto le sue opere ed avrebbero capito che  quelle parole erano un modo per far comprendere una presenza forte della sua assenza.
    Roxy era anziana, ma cantava per ore dolci ninna nanne ai nipotini che tutte le sere attendevano soavemente il bacio di Roger prima di andare nelle braccia di Orfeo. Quel bacio era la linfa del lavoro di un uomo che indirettamente era riuscito a dar tranquillità alla sua prole.
    La saggia vecchietta aveva letto in profondità quel vissuto translitterato e melodiosamente trasmetteva i contenuti degli scritti di Roger alle creature di un destino oscuro.
    Arrivò l’inverno e la neve contribuiva ai tardi rientri di Roger che non riusciva più a vedere il sorriso assonnato delle sue anime.
    Quel venerdì sera, ultimo giorno lavorativo della settimana, Roger si fermò in ufficio per accontentare il suo caporedattore che lo aveva onerato con la chiusura del locale.
    Roxy che abitava vicino a casa di Roger, era stata incaricata di accudire i piccoli durante le sua assenza.
    Kelly aveva i sintomi di una terribile influenza e si addormentò con un’iniezione di antibiotico.
    Jim, dopo aver finito i compiti, cercò di andare a letto, ma si dimenava inquieto.
    Un incubo infranse il sogno di Kelly che implorò l’aiuto di Jim. Il fratellino accorse fulmineo in suo soccorso.
    La compagnia del fratello la tranquillizzò, ma non riuscì ad addormentarsi. I due piccoli concordarono di andare vicino a Roxy che, tesa e preoccupata per l’ora, non riusciva nemmeno ad intonare nulla. Così  accese un CD, prese il diario e cominciò a leggere…
    Una brezza mattutina portò  un  raggio di sole a baciare la fronte  dei bimbi, era il ritorno di Roger.
    Le urla gioiose, suadenti ed una carezza svegliò Roxy che si era addormentata con il diario in mano  ed i pargoli  accanto a lei.
    A  Roger bastò quell’accoglienza calorosa di una nuova famiglia per scrivere una nuova parte del diario.

  • 03 marzo 2011 alle ore 18:42
    Scambio di analisi

    Come comincia: Max, mi spiace, il linfoma è di natura maligna, lo stadio è terminale. Phill, l’amico e dottore, aveva letto le analisi in quel momento e Max era basito all’idea di riferir quell’esito a Edy. L’uomo angosciato vagò tutto il giorno e passando in agenzia turistica, prenotò una crociera in Egitto, sarebbe stata l’occasione per render felice la compagna prima di assaporare l’amara notizia. Passeggiavano sul ponte della nave, Max prese la mano di Edy, proprio per dirle…Squillò il cellulare di Max: sono Phill e volevo darti una bella notizia…Max sobbalzò, era la sveglia, la spense e bacio Edy che dormiva accanto a lui!

  • 25 gennaio 2011 alle ore 9:46
    COLORI E CUCINA

    Come comincia: COLORI E CUCINA 

    Un cinguettio interrompeva il sonno di Tom, costretto da un raggio di sole a voltarsi ed a spegnere la sveglia che segnava le 7.30 del 25 giugno 2011.
    Asia, giaceva accanto a lui, emanava un calore che avrebbe trattenuto Tom per altri 10 minuti accanto a lei ma, lui dopo aver accarezzato il roseo viso dell’amata, distendeva le membra intorpidite e si dirigeva verso il bagno.
    Passava velocemente in cucina per accendere il caffè, che Asia aveva accuratamente preparato la sera prima, e mentre attendeva quell’aroma, si radeva e si cospargeva il volto di profumo. Fulmineo si vestiva, Tom era restio ad usare l’abbigliamento classico, dava un bacio alla moglie che, sentendo il caffè proveniente dalla cucina, si era levata e sorseggiando quel liquido marroncino, si era precipitata ad imprimere sulla nuova tela una pennellata di colore, quella che meglio esprimeva le sue sensazioni in quell’atmosfera del primo mese di matrimonio.
    Alle ore 8.00, Tom aveva raggiunto l’azienda, di cui era titolare, e si approssimava alla sua scrivania, collocata in fondo ad uno scuro corridoio che trovava una via di fuga in una finestra.
    Egli avviava il computer e sul desktop appariva una macchia di colore, una firma anagrammata, che lo trasportava nostalgicamente da Asia. Avrebbe rivisto quella bellezza all’imbrunire quando lei gli avrebbe esibito la sua opera d’arte del giorno, “il trionfo dei colori”.
    Tom non era a conoscenza della romantica cena che lo attendeva e dell’impegno con il quale Asia si animava per dare il meglio di sé in cucina, ambiente in cui non si districava bene a differenza di Tom.
    L’acuta artista abbinava ad ogni ricetta un colore in modo tale da non distogliere l’attenzione dalle due forme espressive: artistica e quella culinaria.
    La cucina era diventata un laboratorio di idee: ogni ingrediente ispirava un colore che la mente di Asia trasponeva sulla tela e lentamente prendeva forma il capolavoro con il quale Asia voleva rappresentare la celebrazione della loro unione.
    L’amato ignorava di ricevere in quel giorno un tale dono ma, secondo Asia nessuno meglio di lui poteva apprezzare quella composizione frutto dell’amore che li univa .
    L’assenza di Tom non si avvertiva in quella cucina dove ogni piccolo particolare era stato, da lui, ingegnosamente predisposto e ad Asia bastava guardare un singolo oggetto per dare colore alla sua espressività.
    La sera arrivò e alle 19,30 Tom riabbracciò Asia che ricevette una rosa rossa.
    KATIA CATALANO