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Autore

Katia Catalano

in archivio dal 06 dic 2010

23 luglio 1980, Mirandola (Mo)

segni particolari:
Sono sensibile e dolce!

mi descrivo così:
Vivo a Varese, sono Laureata in Giurisprudenza e ho frequentato la scuola di Notariato di Milano. Attratta dal mio “primo amore” – l’arte – frequento la facoltà di Lettere ad indirizzo storico-critico dell’arte.

07 febbraio 2012 alle ore 10:55

Il senso

Il racconto

Il datore di lavoro era sempre insoddisfatto, i bambini senza una madre, la nonna delirante!
Roger aveva troppi problemi, ma scriveva sempre su un diario non potendo più sfogare tutte le ansie quotidiane del suo non vivere con Lidia.  Aveva musicato ed inciso su un CD i momenti più belli del loro sentire.
La compagna lo aveva lasciato con i due figli, poiché era stanca di convivere con un patner fantasma, apparentemente disinteressato della famiglia.
Un cronista per necessità, disperato e single, l’uomo aveva cambiato occupazione in modo da evitare sgradevoli incontri con la ex coinquilina. Il nuovo impiego anche se più redditizio lo assorbiva completamente senza lasciargli nessuna gratificazione da condividere con i suoi cari.
Lo scrittore tornava molto tardi dal lavoro e non riusciva a trascorrere del tempo con Jim e Kelly, ma un giorno i ragazzi avrebbero letto le sue opere ed avrebbero capito che  quelle parole erano un modo per far comprendere una presenza forte della sua assenza.
Roxy era anziana, ma cantava per ore dolci ninna nanne ai nipotini che tutte le sere attendevano soavemente il bacio di Roger prima di andare nelle braccia di Orfeo. Quel bacio era la linfa del lavoro di un uomo che indirettamente era riuscito a dar tranquillità alla sua prole.
La saggia vecchietta aveva letto in profondità quel vissuto translitterato e melodiosamente trasmetteva i contenuti degli scritti di Roger alle creature di un destino oscuro.
Arrivò l’inverno e la neve contribuiva ai tardi rientri di Roger che non riusciva più a vedere il sorriso assonnato delle sue anime.
Quel venerdì sera, ultimo giorno lavorativo della settimana, Roger si fermò in ufficio per accontentare il suo caporedattore che lo aveva onerato con la chiusura del locale.
Roxy che abitava vicino a casa di Roger, era stata incaricata di accudire i piccoli durante le sua assenza.
Kelly aveva i sintomi di una terribile influenza e si addormentò con un’iniezione di antibiotico.
Jim, dopo aver finito i compiti, cercò di andare a letto, ma si dimenava inquieto.
Un incubo infranse il sogno di Kelly che implorò l’aiuto di Jim. Il fratellino accorse fulmineo in suo soccorso.
La compagnia del fratello la tranquillizzò, ma non riuscì ad addormentarsi. I due piccoli concordarono di andare vicino a Roxy che, tesa e preoccupata per l’ora, non riusciva nemmeno ad intonare nulla. Così  accese un CD, prese il diario e cominciò a leggere…
Una brezza mattutina portò  un  raggio di sole a baciare la fronte  dei bimbi, era il ritorno di Roger.
Le urla gioiose, suadenti ed una carezza svegliò Roxy che si era addormentata con il diario in mano  ed i pargoli  accanto a lei.
A  Roger bastò quell’accoglienza calorosa di una nuova famiglia per scrivere una nuova parte del diario.

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