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Autore

Kristalia Conti

in archivio dal 20 set 2011

Torino

mi descrivo così:
Navigo senza bussola alla ricerca del sublime.Lo cerco forse su un’isola “che non c’è” e che spero davvero di non trovare, perché se quell’isola ci fosse e  la raggiungessi, il mio viaggio terminerebbe. Invece continuo a viandare  per nutrire la mia anima.

20 settembre 2011 alle ore 20:41

Paura

Il racconto

Paura… paura e delirio
e silenzio
Osservo, leggo, ascolto ed ho paura.

E torno a blindarmi
Brividi, incupimento. Invisibili peli che si rizzano dai brividi, come freddo, brrrr che freddo!

Urli, rumore
Voci stridenti che sentenziano: “questo è giusto” “Quello è bello” (mica è di mio gusto.
No, è bello e basta!)
“Quello è patetico”, “quello è cretino”, già, cretino è chi non si uniforma al tuo pensiero.

Odore di sentenze
Il dito puntato addosso, è più crudele di una lama che ti trafigge.
Giudici, opinionisti, tuttologi; frettolosi, distratti, sordi, soprattutto sordi,
presi dall’ansia di dire e decretare.

Smarrimento
pensieri confusi, emisfero destro in conflitto con il sinistro… caos!

Devo andare
Tutto è così normale, così ordinatamente inconsistente.
L’inconsistenza dei rapporti, delle scelte, della vita… azioni reazioni controreazioni.
Fragili impauriti arroccati, aggressivi in difesa, urlatori suadenti, silenti osservanti.

Sto come d’autunno sugli alberi… una foglia tremante che cadrà prima o poi.
Paura!
Il mio amico mi ripete:

- esci Sant’Iddio! Esci dalla tua tana, vai, incontra gente, chiacchiera, parla!

- E con chi, con gli alberi? - rispondo io.

Ho paura amico, non l’hai ancora capito?

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