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Autore

Lillo Sergi

in archivio dal 01 mar 2017

Melito di Porto Salvo (RC) - Italia

mi descrivo così:
Mi è piaciuto sempre scrivere e soprattutto versi rimati (anche in vernacolo) e questo l'ho messo in pratica quando, in convalescenza a causa di un grave incidente, per far passare quel tempo lunghissimo senza alcun movimento fisico, comprai un pc per tenere "in movimento" almeno la mente.

31 ottobre alle ore 16:20

Morti bianche... spesso dimenticate

Il racconto

Per uno come me che nella sua famiglia ha avuto tutti i fratelli, compreso me stesso, che hanno lavorato in gioventù, per tantissimi anni, senza essere registrati dai datori di lavoro, parlare di questo problema e cioè di salute e sicurezza sul lavoro e di “morti bianche”, è una cosa che mi vien facile.
Ricordo quando i miei fratelli, che lavoravano nel settore edilizio coma manovali e muratori, spesso e volentieri perdevano la giornata di lavoro, perché erano passati gli ispettori del lavoro o meglio gli dicevano: -"Andate a casa che devono passare gli ispettori del lavoro”- e raccontavano che, quando arrivavano questi, all’improvviso saltavano dai piani in costruzione saltando sui “tubi Innocenti” come le scimmie con le liane nella giungla.
A quei tempi, moltissime volte i miei fratelli tornavano a casa perché si facevano male e dovevano curarsi a spese proprie che, e non di poco, gravavano sul bilancio della famiglia. Quante volte, anche, raccontavano dei pericoli che passavano lavorando ad altezze spesso proibitive, senza alcuna sicurezza, dovute più che altro all’incuria, alla subcultura dell’arricchimento e al guadagno facile che spinge a tagliare le spese da parte dei datori di lavoro destinate alla prevenzione ed alla sicurezza.
Adesso non ricordo bene, perché sono stato fuori Melito per tanto tempo, ma mi pare che anche qui da noi qualche “morte bianca” c’è stata, negli anni passati ed è passata inosservata, come tutte le cose qui da noi, che non vengono denunciate o, per lo meno, fatte notare con esposti che facciano aprire qualche inchiesta nella giusta direzione. Comunque, al contrario di noi, in Italia, questo problema negli altri Paesi è stato ridimensionato già da tanto tempo con misure cautelative serie, anche perché, e mi riferisco alla Germania, dove vi ho vissuto e lavorato per 5 anni, lì si lavora, in alcuni settori, anche “su di giri” spesso e volentieri, bevendo per il freddo, soprattutto.
Se si dovesse trattare, questo di queste sfortunate persone, di un incidente sul lavoro, questa sarebbe ancora una tragedia che renderebbe drammaticamente evidente quanto sia urgente restituire al lavoro la sua dignità.
Ed il lavoro è degno, e su questo non ci dovrebbe essere alcun dubbio, quando è sicuro nel suo svolgimento, contrattualmente tutelato, legislativamente protetto e adeguatamente retribuito.
Sono sicuro che, e lo ripeto, se si dovesse trattare d’incidente e si dovesse prendere posizione, com’è giusto, riguardo ad un “morte bianca” ed interessare direttamente il nostro Presidente Mattarella questi, e ricordiamolo, che nella lotta contro le “morti bianche” ha fatto anch'egli come il suo predecessore Napolitano, uno dei tratti emblematici del suo altissimo impegno istituzionale, troverà il modo migliore, primo, per onorare sicuramente la memoria di questi lavoratori e, secondo, per impedire, come succede spesso, il dimenticarsi e la rapida archiviazione del caso.

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