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Autore

Lillo Sergi

in archivio dal 01 mar 2017

Melito di Porto Salvo (RC) - Italia

mi descrivo così:
Mi è piaciuto sempre scrivere e soprattutto versi rimati (anche in vernacolo) e questo l'ho messo in pratica quando, in convalescenza a causa di un grave incidente, per far passare quel tempo lunghissimo senza alcun movimento fisico, comprai un pc per tenere "in movimento" almeno la mente.

02 luglio 2017 alle ore 11:30

Sorrisi da trasmettere

Il racconto

Ho menzionato i miei genitori, Sergi Saverio e Surfaro Concetta, in varie poesie in vernacolo calabrese ma questo che oggi mi va di raccontare li riguarda in un giorno particolare.
Gli ero attaccatissimo e ancora oggi, a tantissimi anni dalla loro dipartita, rivolgo un pensiero soprattutto negli anniversari di morte e nelle feste tradizionali.
Racconterò di quando compirono i 25 anni di matrimonio che non festeggiarono come si usa adesso ma in modo sobrio e con mia madre che cucinò come fosse una domenica come tante altre e con i figli che comprammo delle paste e dello spumante per brindare con loro a quell'evento importante che avevano raggiunto.
Avevo 12 anni e ricordo che stetti bene veramente perché, come mai negli anni passati, li vidi allegri e sorridere veramente di cuore.
Ricordo che la cosa che mi lasciò anche un pò meravigliato, perché in famiglia non succedeva spesso, essendo noi figli un pò restìi a rispettare delle regole, e non solo familiari, ch'egli voleva rigidamente impartirci, è che ho visto mio padre ridere di gusto ed è stato bellissimo, abituato a vederlo spesso corrucciato e arrabbiato con me ed i miei fratelli.
Poi ricordo i sorrisi di mia madre che invece lei elargiva spesso e che poi, purtroppo, finirono con la malattia di mio fratello Ninì e con la sua morte.
Vederla godersi quella giornata mi riempì di una felicità così immensa che non riesco a descrivere e proprio quel giorno mi resi conto, vedendola così felice, di volerle un bene infinito.
Volevo bene a entrambi ma mentre il rapporto con mio padre era diverso, poiché scoprivo giorno per giorno, in base ai suoi consigli ed insegnamenti, ch'ero simile a lui, per mia madre invece sentivo quel "qualcosa" in più che me la faceva voler bene in modo più intenso e particolare rispetto a lui e certamente avrei fatto di tutto per vederla sempre felice come quel giorno.
Comunque, tutti quei sorrisi ed emozioni provati soprattutto da loro quel giorno, aumentarono nel momento del brindisi e così felici a loro volta resero felice me ed i miei fratelli per vederli così lieti in quel bellissimo evento che, per colpa del destino, non si sarebbe più ripetuto.
Questa giornata è rimasta indelebile nella mente e nel cuore e avrei voluto che si fosse ripetuta negli anni a venire ma purtroppo la vita, come riserba gioie riserba anche dolori e anche se si dice sempre e banalmente che "bisogna andare avanti", sì...si va avanti ma non sarà più lo stesso.
So solo che i sorrisi di quel giorno bastano ed avanzano per me per poterli, come già sta succedendo, trasmetterli sempre e comunque alla mia famiglia, a mia moglie e a mia figlia e perché no...al mondo intero.

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