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Autore

Linda Landi

in archivio dal 09 gen 2013

27 maggio 1965, Battipaglia (SA) - Italia

mi descrivo così:
Da quando il mio cuore canta
Ridatemi il sole 
Che avevo dentro me 
Ridatemi il sole 
Che piove dentro me
Mi sa da almeno vent'anni.
La foto dove sorrido è del gennaio 2010.
Per i miei racconti di fantasia rubo una recente (2019) didascalia da una maglietta:
I don't insult people.
I describe them.
Stay.

23 marzo alle ore 15:38

Sindrome di Stoccolma

Intro: Un post di 2 anni fa. "Linda Landi ha aggiornato il suo stato.23 marzo 2017 alle ore 13:41".

Il racconto

Sindrome di Stoccolma.
Da Wikipedia: "Con l'espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica".

E' solo da pochi giorni che Liliana pensa: "Ma fossi affetta da sindrome di Stoccolma?"

Dai parenti aveva ricevuto tante angherie psicologiche ed anche soprusi, eppure Liliana voleva loro bene.

Eppure non era cieca, infatti aveva più volte detto al fidanzato: "Papà vuole che vada a vivere nella vecchia casa di famiglia, ma se lo può scordare: io non vado lì a far passare ai miei figli quello che ho passato io da bambina".

Eppure è bastato che:
- la zia Liliana vendesse il suo appartamento ad un estraneo, facendola sentire colpevole del fatto che la palazzina di famiglia smettesse di essere di famiglia per non aver aderito immediatamente alla proposta della zia che Liliana lo comprasse lei;
 - zio Alfredo (che da signore qual è, quando dieci anni prima zia Radaele gli aveva offerto di comprare le il suo appartamento a metà del valore corrente di mercato aveva risposto che aveva cambiato idea e non vendeva più) si sentì così autorizzato  anche lui a a vendere ad un estraneo;
 - la cugina Giulietta, con la quale c'era sempre stato il confronto diretto, lasciasse l'appartamento  e zio Giulio mettesse anche lui in vendita il suo,

che Liliana cedette (ma è possibile che quella palazzina a cui papà tiene tanto deve finire tutta in mano ad estranei?).

Però due anni dopo Poldo (Leopoldo, ma detto Poldo), fratello di Giulietta ebbe bisogno di un appartamento e zio Giulio, la cui moglie a suo tempo voleva comprare l'appartamento del cognato a metà prezzo, che non era ancora riuscito a vendere il suo, avendo posto un prezzo 40% maggiore rispetto al prezzo di vendita degli altri fratelli, glielo assegnò.
E qui Lilaina ebbe dei dubbi e pensò di fare marcia indietro, ma cercò di tranquilizzarsi: "Va be', a me hanno fatto vedere i sorci verdi perché non dovevo stare sopra Giulietta, con Poldo non c'è mai stato alcun confronto");

Ed è stata la sua fine.
Chi ti ha fatto del male te ne farà ancora. Liliana non conosceva questa semplice regola?

E non aveva visto come quegli spocchiosi avevano trattato il marito di zia Liliana?

Giustamente il marito di Liliana ora le chiede risentito: "Che c'entravo io con voi?".

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