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Poesie di Lisa Pietrobon

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  • 06 maggio 2012 alle ore 23:41
    Annamaria

    Tutto è andato. Ma non io.
    Dici è male, tu
    che hai perso la memoria.
    Cosa parli, ancora?
    Non eravam felici. Io si.
    Hai proprio perso
    la memoria.

    Segni indelebili gli istanti
    che sapere non dovrei
    pensieri che non vorrei e
    risate, tante, tutte quante.
    Io ero felice.
    Solo… Lo sapevo
    non ci sarebbe stato il tempo
    si sarebbe alzato il vento
    spazzando via le giovinezze di me e te,
    giovinette, e di altri gaglioffoni. Sì,
    come polvere
    ramazzata fuori sulla strada.

    Io ero felice e ancora
    lo sono, e ancora lo so
    che passerà il vento,
    che spazzerà e ruberà
    lacrime e sorrisi che
    non porta via il tempo.

    Da dove vieni, nostalgia?
    Fuori tempo, su di giri
    ma mi guidi sempre a casa.
    Grazie.
    Dove vai tu?
    Con le tue scarpe rotte e la gonna
    da furlana. Vai, diritta, ma
    hai occhi vuoti, cara
    occhi di porcellana
    che non vedono un bel niente e scambi
    il riflesso del mondo
    per te stessa.
    Hai perso, hai dimenticato,
    sei partita senza me.

    Corri pure su quei campi, corri,
    ma hai sempre occhi
    di porcellana.

  • 07 marzo 2012 alle ore 12:32
    Elisio

    Estati andate in poche gocce
    di rimpianti. Storie dette dal fondo
    di un bicchiere. Mille occhi catturati
    di persone e bestie ma solo i tuoi
    ricordo. E le braccia e le gambe
    e la tua bocca e i cieli che ho visto
    solo con te sapevano di mare.

    Solo il mare sa riempire i miei vecchi occhi
    volti al sole, scottati di paura.
    Pietre siamesi fragili e piene.
    Che cosa aspetto?

    Solo la terra può riempire queste mani
    non fiori o lacrime o bottiglie.
    Solo terra per pulire, generare
    amare. Il tuo pensiero
    scioglie i miei passi sempre
    meno fieri, ancora più stanchi.

    Sulle onde di burrasca ho lasciato la mia pena
    e il bacio del sole odora di qualcuno
    che non conosco più. Quel cielo
    di tempesta ha vinto ed io aspetto
    che venga di nuovo per perdere
    ancora una volta.

  • 25 marzo 2009
    Mercenario

    T'odo vagar sereno
    tra i pensieri miei in burrasca;
    s'ammansisce il palpitar feroce,
    la notte stende la sua intima veste.

    Fiuto i tuoi passi aggirarsi
    sicuri, lesti, natii gesti.
    Come mare ti accolsi, e tu, vento
    nel profondo mi spezzasti.

    La tua visita è inganno, ferita,
    peste. Mercenario viaggiatore
    soddisfatto dal sogno, appagato
    dal desiderio in ogni veste;
    Morfeo, atteso compagno d'inarrivabil gesta.

  • 23 settembre 2008
    L'affanno

    Il giorno recidivo procede(va)
    urlante nel muto desiderio
    del sole. Questo, all'orizzonte
    si spegne(va) piano

  • E' triste la nebbia.
    Sul far della sera,
    sembra tutto racchiuso dentro una sfera.

     

    I braccianti si ritirano dai campi
    a capo chino, stanchi.
    Le donne cominciano a preparare la cena.
    I bimbi, terminano le loro lezioni . I vecchi,
    dondolano su qualche sedia scricchiolante.

     

    Ognuno fa quel che deve,
    lo fa.
    Solo io me ne sto sull'albero di fichi
    a cogliere i frutti.

  • 15 febbraio 2008
    Amaromare

    Imperturbabile, rincorre la vita
    come fine di ogni gioco.
    Lamento, scrosciante, in fuga.

  • 15 febbraio 2008
    Odissea, 2005

    Schegge e sole...
    a trafiggere pelle indurita
    dai mari.


    Supplice di una terra,vaga,
    l'anima errante;
    consumato Odisseo,
    sradicato viandante ramingo.

  • Maledetto assemblaggio di carni palpitanti,
    croce dello spirito e dell’esistenza
    che ci traghetti verso la perdita e la perdizione,
    che ci illudi e ci trattieni,
    che ci sfiati e ci servi,
    taci!

     

    A fatica ho saputo cos’ero poiché
    sempre te vidi,
    con timore respirai la libertà
    serrata nelle prigioni della tua materia, ma
    mai,
    mai temetti le tenebre
    giacché incontrai prima il profondo
    della mia anima.