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Autore

Livio Montesarchio

in archivio dal 14 set 2007

29 novembre 1984, Roma

mi descrivo così:
Fastidiosamente timido e introverso, coloro scrivendo le fiamme sempre più fredde della mia passione

02 aprile 2010

Fine

Intro: La fine di un rapporto lascia sempre l’amaro in bocca. Poche righe, ma intense dimostrano quanto il dolore e la delusione possano essere forti.

Il racconto

Mi chiedevo se fosse successo da un giorno all’altro, se questa distanza si fosse materializzata in un attimo o lentamente, trascinata ed allargata dalla consuetudine e dal tempo. Ricordavo il primo giorno insieme, i sospiri carichi di aspettative e di speranze – mi sforzavo di ricordare l’ultima volta che ci eravamo divertiti davvero, fuori dai nostri ruoli ormai predefiniti e prestabiliti e prevedibili; l’ultima volta in cui eravamo stati non dico felici ma sereni uno accanto all’altra, consapevoli della necessità della reciproca presenza non per la mera voglia di avere compagnia e garantirsi una sussistenza ed assistenza e conservazione delle posizioni acquisite, ma per respirare e sentirsi vivi. Pensavo a come era stato possibile permettere che un rifugio sicuro si trasformasse in una gabbia che taglia fuori tutto il resto del mondo, i colori e i profumi e i sogni e le aspirazioni. A come avevamo creduto di poterlo cambiare insieme questo mondo, per costruirne uno più adatto a noi, ricco di suoni e sentimenti puliti. A come alla fine era stato il mondo a cambiare noi e i nostri sentimenti, invadendo la nostra vita con la prepotenza dei suoi suoni grigi e meccanici.

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