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in archivio dal 14 feb 2015

Lorenzo Amadei

20 aprile 1955, Mirandola - Italia
Segni particolari: Amo scrivere poesie.
Mi descrivo così: Semplice e umile.

elementi per pagina
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:36
    A PERDERSI

    ho stretto stupidi cuscini
    là nella villa
    dove i ciottoli
    sono costretti
    agl'impedimenti.
    è l'incomprensibile
    indecifrabile
    impressione
    dell'intenso.
    addentro la maligna
    stridula
    civettuola
    fanciullesca
    ostica
    sragione.
    subconscio da irrompere
    da percepire
    come giocosa
    rappresentazione.
    ma imprevedibile
    è il tempo.
    che non accenna.
    a perdersi.
     

     
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:33
    INTERMINABILI

    se gli uomini
    avessero
    mezz'ora di vita
    confesserebbero inermi
    milioni di colombe
    mai bastate.
    condotte nella chimica
    emblematica carezza
    dentro lo scrigno
    dove si tuffano
    protette dai tramonti
    scontrati riflessi
    interminabili.

     
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:30
    DEGL'ESITANTI

    stormiscono oche
    cacciate dal vento
    sovrano.
    in rabbocchi
    ricompensati
    d'adombrati disappunti
    che s'inchinano
    affaticati
    e soffocano l'inchiostro
    accompagnato
    dalla folla.
    dietro la staccionata
    che separa
    salici selvatici
    e stormi di crisantemi
    spediti dall'aldilà.
    salgo nel frastuono
    incurante
    delle ciglia tristi.
    e scordo
    nel padiglione
    degli opposti
    la fluttuante trincea
    degl'esitantii.

     
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:25
    AH AH AH AH

    la consuetudine rattrista
    il cupo riprendere
    un immacolato
    comperato tradimento.
    aiutatemi
    tra i biscotti
    che ho sempre creduto
    promesse
    sparse
    fra i minuti.
    tra pareti in bilico
    nella bruciante 'ndrangheta
    di quelli che spartiscono
    nelle devote incompiute
    fiabe
    sull'orlo
    di chissà quali meduse.
    e qui il sipario chiude.
    osservo la catena
    che non scende
    servo di un gabbiano
    senza mare.
    bevo ginseng
    ombra cinese.
    se cercano me.
    sono quello là.
    quello che scrive
    le poesie.
    ah ah ah ah

     
  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:20
    SBAGLIATE

    stanno massacrando
    un'idea sbagliata.
    eliminando
    il suo finale.
    nell'invisibile
    predisposto ingresso
    posato sul rimpasto
    del cervello.
    stanno affossando
    i dieci comandamenti
    nell'aria stanca
    di burberi affidamenti.
    in una molteplice
    lussuria anticlericale
    recuperata
    dalle passioni
    inedite.
    castrate
    sull'anziana erba
    aspettata e intimorita
    sbarrata con la solitudine
    della vita.
    ma scomparsa
    è l'alchimia
    dentro quei sogni usati
    nelle insonni
    congelate facce
    di ahimè rubate
    idee.
    sbagliate.