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Autore

Luca Gamberini

in archivio dal 29 apr 2008

30 maggio 1967, Bologna - Italia

segni particolari:
Ho una clessidra a inchiostro ne l'epitalamo

mi descrivo così:
Apprendista filologo

22 novembre 2012 alle ore 16:11

Che tempo fa

La lentezza, della nebbia,
è insopportabile.

Distanze corrotte, dai pensieri,
puoi vedermi, galleggiare,
in quell’alito di fumo
evaporato da un tea.

Come parole invernali,
non scritte.

Attendiamo la piogga,
che cada improvvisa
in questo lento autunno,
condizionato
dal solstizio d'inverno.

Come sono lente le nuvole
quando hai fretta,
ti muovi in penombra,
sguardo di luna,
c’è il sole che aspetta.
Ma pioverà.

Per trovare ricchezza
dovrai dismettere l’oro,
troppo complicate sono le stelle.
Il loro estinguersi è lento,
bruciando non bruciano
tramandando luce
per millenni di secondi, ancora.

Luce emessa
dalla propria origine,
quanto un'idea
così lontana, così presente,
inimmaginabile
la distanza che separa.

Si avverte il sole
oltre questa coltre di nebbia,
ma pioverà.
Siano scrosci violenti,
adatti
a sollevare un alito di fumo
dall’asfalto, simbiosi
di polvere e speranza.

Odore di umido,
erba che cresce,
profumo di ozono,
sapresti dirmi chi sono?

Risposte date a parole non scritte
aroma di solitudine,
piedi freddi.

La nebbia si arriccia.

Assolo di sax.

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