username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Luca Marchiano

in archivio dal 24 mar 2009

03 gennaio 1983, Verbania

mi descrivo così:
Un ragazzo a posto, papà di due bimbi innamorato della mia famiglia, della musica (suono e canto in una punk band) e dei racconti noir e horror.

10 gennaio 2012 alle ore 11:06

Freakland - il mio paese è l'assurdo-

Il racconto

Freakland - il mio paese è l'assurdo-

"La vita è un'ombra che cammina, un povero attore / che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco / e poi non se ne sa più niente.
È un racconto / narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, / significante niente."

William Shakespeare, Macbeth, 1605/08

Guardo la luna fuori dalla mia finestra, cercando risposte.
Non dormo da giorni e sono sicuro che Dio ci ha abbandonato tutti. Io sono un artista, che sogna di vivere creando immagini e storie
dalla sua testa. Ma qui non è possibile.
Perchè mi chiedete?
Perchè qui non ci lasciano più vivere.
Il mio paese è l'assurdo.
Tutto è cambiato, il lavoratore è un fuori legge se chiede i suoi diritti, lo studente è sovversivo se chiede di studiare in scuole degne di tale nome.
Rileggevo proprio ieri i fumetti di Alan Moore e David Lloyd, "V for Vendetta" e qui la realtà è anche peggio. Vecchi e mostruosi clown hanno capito
che la politica paga più del circo e hanno deciso di levarsi le loro terrficanti maschere e raccontare bugie agli zombi -elettori.
Mi rifugio nella mia casetta nel bosco meditando vendetta, un piano per uscire da questo paese assurdo.
I ragazzini a undici anni sono alcolizzati, si spacciano per adulti ingenui e stuprati dalla vita. Le bambine si spogliano da donne e mettono le loro foto
su internet sperando di essere ingaggiate da qualche pappone che le porterà nel letto di qualche mostro-clown-politico.
Si, le bambine sono il loro passatempo preferito. E' orribile.
Le scuole sono posti senz'anima e perdono insegnanti vailidi,  dichiarando fallimento proprio come i peggiori cinema porno di terz'ordine.
Ci porteranno via tutto. In nome della crisi che inventano sui giornali di stato, nel nome di qualche mostruoso talk show in tv.
Gli irreality show in tv ridono e gridano contro di me, io scappo nei boschi e chiedo consigli al silenzio.
Voglio combattere, per me, per i miei figli. Allora scendo in strada e vago tra la folla, cerco negli occhi della gente una scintilla di vita, che non
trovo, mi serve qualcuno per incominciare, non voglio fare la fine di Icaro o Don Chisciotte della Mancia, me ne sto appoggiato ad un muro e ascolto
le loro parole, cerco.
Dio ,parlano di calcio e modelli di macchine costose, cercano donne come quelle che vedono in tv. Ma cosa vi hanno fatto?
Corro dai miei vecchi amici, li trovo storditi in un bar, a fare le stesse battute che facevano quindici anni fa. Scappo via in preda ad attacchi di panico.
Torno nei boschi e mi perdo.
Incontro un vecchio guerriero partigiano che piange su una tomba coperta dai rovi e dagli anni che passano sui ricordi. Mi dice che lo stato dei clown
non gli riconosce più l'invalidità di guerra e con la sua misera pensione non riesce più a pagarsi le spese e che vive in una vecchia baita tra i monti.
Ha freddo e fame e lo porto a  casa con me. MI dice che se avesse saputo, non l'avrebbe mai difeso il suo paese. Perchè il suo paese non ha mai difeso lui.
Gli chiedo perchè piangieva sulla tomba. Lui mi risponde che era triste, triste per il soldato morto per difendere un mondo che forse doveva essere distrutto.
Gli do tutto il conforto di cui sono capace.
Il mio paese è l'assurdo.
Perchè qui non c'è pace.
C'è la guerra tra i giornali, tra le bugie e la verità, tra dio verde e dio rosso, ci si uccide per venti euro o perchè si è troppo ubriachi per guidare.
Dov'è finita la vita e dov'è  la mia libertà?
Perchè  i nostri nonni pregavano Dio e lo ringraziavano per i doni  ricevuti, dalla terra, dal mare, dal sudore.
E perchè noi e i nostri figli pregheremo qualche fottuto direttore di banca e lo ringrazieremo per averci aumentato il nostro debito.
Amen.
Vi saluto e vi ringrazio dal Paese dell' Assurdo.
Italia 2012
Luca.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento