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Autore

Luciano Lodoli

in archivio dal 23 nov 2005

08 settembre 1943, Roma

segni particolari:
In pubbliche riunioni siedo in fondo a sinistra. Nella vita e nel lavoro ho sempre perseguito il fine di attingere diverse e molteplici visioni del mondo.

mi descrivo così:
Ho esercitato la medicina in diverse specialità per i primi 35 anni in varie specialità. Dal 1996 mi occupo prevalentemente di psicoterapia. Il mio campo di interesse attuale è la metafora come chiave di accesso alla componente tacita della coscienza.

14 gennaio 2010

Risveglio e passeggiata di Ernesto Enim

Intro: Un uomo si veste a fatica e con altrettanta fatica si mette in cammino per raggiungere la sua meta. Quale meta non sa, ma alla fine una certezza gli riempie l'animo di una inqietudine che si diluisce in una incongrua (o forse congrua) serenità.

Il racconto

Sveglio presto al mattino Ernesto Enim guarda per un poco la luce tenue filtrata dalla persiana.
Chiama un nome consueto, non più familiare: non ha risposta.
Sente tuttavia di essere in grado di alzarsi da solo e trova con sua sorpresa le sue intenzioni e i suoi gesti congrui e adeguati a portare a buon fine cura e pulizia personale e a completare la difficile procedura di una vestizione.
Ha qualche più seria difficoltà nel calzare un paio di scarpe ma anche questa operazione va a buon fine.
Dubita che gli indumenti che indossa siano adeguati alla stagione, che ignora, né se l'aspetto che gli danno sia tale da non destare curiosità o meraviglia tra i passanti.
Non desidera essere notato o riconosciuto, soprattutto essere riconosciuto recentemente lo turba, ormai che poco conosce di se stesso.

Esce, sono le 11 e 30, sa che con la sua attuale affannosa lentezza nel deambulare impiegherà molto tempo per raggiungere la sua meta…
La sua meta…

Cammina con difficoltà, ma sorprendentemente meglio di quanto abbia mai fatto di recente (oppure da molto tempo: non saprebbe dire).
Attraversa Piazza del Popolo, di necessità via del Corso, ma non se ne accorge, Largo Chigi, il Panteon, Piazza Navona…
Ora è avanti a S. Maria dell’Anima…

Soltanto ora… Soltanto ora ha una certezza: non ha più il tempo, né la consapevolezza di se, bastanti a un qualsiasi ritorno. Una incongrua (o forse non incongrua) serenità lo pervade.

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