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Poesie di Luciano Poli

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  • 06 aprile 2010
    Sottana che fa vela

    Quel toccarci con gli occhi e con la pelle!
    Annaspare farfuglianti e sghembi,
    ibride creature d'altri luoghi e tempi.
    Fatta di rintocchi antichi,
    leggera creatura di Tufara,
    come faccio a non pensarti altrove,
    reclinata e mite ad altri baci?
    Ti rompi come un'ameba
    per essere malata e viva.
    Piccolo grande fiore reciso
    quando ancora dormiva
    la brina sul tuo giovane pube.
    Da principe, vorrei svegliarti
    con un bacio cullarti,
    stringerti e portarti via.
    Ma dove ti porto Scugnizza Tufarina?
    Cos'ho da offrirti che altri non t'abbiano già dato?
    Mancanze, vuoti ed ombre, però
    inventano i poeti e tu,
    se ascolti, almeno per stasera,
    impara ad inventarmi.
    Lascia che la tramontana,
    con la tua leggera sottana, faccia vela.


    Lupo 16-6-2000

  • Di mille fighe è il muschio
    Che reclama una mano.
    Pinoli o pistolini a squame
    dove il sangue si mescola agli odori.
    Aria che s’incunea e guizza
    e stuzzica le coane.
    Gemito, fruscio o sospiro
    nell’orecchio e sull’occhio.
    Sasso o dente.
    Tana o bocca.
    Il ruscello e l’urina chiara
    sul sentiero e sul piede.
    Lupo.

     

    Luglio 1978