username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Luciano Ronchetti

in archivio dal 29 set 2018

03 novembre 1962, Taranto - Italia

mi descrivo così:
Non ho esperienza letteraria pregressa. Libero pensatore, poeta, appassionato di arte, musica, cinema (e altro ancora) nonché "venditore di parole" (in genere, però, alle belle donne, ed anche a quelle meno belle, le regalo!) a cui piace scrivere di tutto - e su tutto: cittadino del mondo intero!

12 giugno alle ore 12:37

Strani incontri a...Zanzibar

Intro: GRAZIE!

Il racconto

Dopo il tempo delle frappe e delle chiacchiere (o: stranezze di Candelora)

Andando - che me n'andavo - a zonzo per le strade (stregate) dalla luna di Zanzibar, mentre nulla facevo se non che ruminar sui pensieri miei, d'improvviso ch'era - sì d'un botto - anzi, d'un tratto (a bella prima) in un bar sito lungo i bordi d'un ampio e solitario boulevar(d) il ramingo fantasma del poeta Zanzotto incontrai; il quale, esso, mi riconobbe (ci eravamo frequentati, quando lui era in vita, in alcuni salotti del Veneto bene, che lui, però, detestava e frequentava soltanto per "facciata"!), mi fermò e mi chiese:
 - Ehi, "straniero" (mi chiamava così: lo faceva benevolmente, con fare paterno!), come ti va la rima? Scrivi ancora poesie? 
Al che io, di rimando in questa (ch' è proprio codesta e non...qualcun altra!) maniera,  così li risposi:
 -Non c'è male, grazie tante sua eccellenza, sua eminenza, sua...mmm; anzi, meglio di prima!
Lui [il poeta: anzi il fantasma del poeta!], allora, mi fissò per qualche istante e poi, con burlonesca aria e divertita, esclamò:
 - Ma vaffan...quale eminenza (del cavo...), quale eccellenza (sì, del caz...); ma dai su, amico mio, lasciamo stare i convenevoli e gli appellativi: vieni con me che ti offro da bere! (Pur essendo un fantasma, adesso, il "maestro" non aveva perso la sua genuinità ed il suo essere...alla mano!).
 E così fu: entrambi prendemmo posto intorno ad un tavolino del bar su nominato (non so il nome, però, visto che non aveva insegne) e ci intrattenemmo a parlar del più e del meno. E, per la cronaca, strada facendo (ossia: per trascorrere meglio quelle ore) ingurgitammo i seguenti malsani liquidi: otto birre da tre quarti "bevi&zitto",  quattro aperitivi "a digiuno prima dei pasti", dieci cocktail "strizzacervello, rompipalle"... - Alla faccia del bicarbonato di sodio! - avrebbe probabilmente detto la buona anima di un principe.
 Il fatto strano, però, quello ancor più strano di questa pur stranissima vicenda, fu questo: entrambi [io ed il poeta, anzi, il suo fantasma] sopravvivemmo al nostro parlottio e, soprattutto, restammo del tutto sobri e vegeti dopo gli annessi (e connessi) che n'erano seguiti.
 Nel frattempo s'era fatta alba. Io e Lui ci salutammo ed ognuno di noi riprese ad andare per la sua strada, ovvero: io, a camminare a zonzo - e solitario - per le strade di Zanzibar, lui a fare il poeta, cioè, il fantasma ramingo del poeta!

Taranto, 16 febbraio 2016.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento