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Autore

Luciano Tarabella

in archivio dal 20 ott 2008

10/01/19?7, Viareggio

segni particolari:
Sognatore di lungo corso, fuori dall'ingranaggio come il chicco di caffè caduto sul tavolo. Pesce fuor d'acqua e dalla boccia di vetro. Il più grande poeta di tutti i tempi. Anche quelli supplementari!

mi descrivo così:
Stupefatto dal tempo e dalla vita. Innamorato della poesia fino ad abusare di lei violentandola in tutte le posizioni meno quella del missionario.

30 ottobre 2008

Natale

Filastrocca 2004


Il Natale è una festa fanciulla
il Natale è un ricordo lontano,
il Natale è mia madre alla culla
che mi segna in ginocchio pian piano,
il Natale è una Grotta un po'  tetra
e una Sacra Famiglia di pietra.


E' una Notte trascorsa in attesa
che s'avveri chissà quale evento,
tremerò nell'averla  sorpresa
della quale sarò poi contento
perché allora, nel troppo bisogno,
un pupazzo per me era un sogno.


Ma il Natale cos'è diventato?
Una corsa a comprare il regalo,
un'offerta, uno sconto, un mercato,
una gara a chi fa più gran scialo
uno spot che ho visto e rivisto
dove comprano e vendono Cristo.


Ma la Pace, purtroppo non c'è.
Se la guerra la fa da padrone
Tu, Signore, mi spieghi perché
non proteggi migliaia di persone?
Che vuol dir Fratellanza, Uguaglianza
quando l'odio fa grande mattanza?


Il Natale è un affetto lontano,
il Natale è una casa fanciulla,
Il Natale è mia madre alla culla
che ripete il rosario pian piano
il Natale è un antico rimpianto
e una fiaba bambina soltanto.

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