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Autore

Manuel Paolino

in archivio dal 29 dic 2009

05 aprile 1977, Trieste - Italia

segni particolari:
Fra il 2011 e il 2017 pubblica sette raccolte poetiche. Ha scritto vari saggi e articoli inerenti la poesia che prendono il nome tutti insieme di Saggi, razzi e sproni. Tutte le sue liriche sono incluse in due libri: L'idromele Parte Prima e L'idromele Parte Seconda.

mi descrivo così:
Poeta, critico e traduttore, autore de L'idromele.

13 novembre 2014 alle ore 21:18

Calipso

di Manuel Paolino

editore: Midgard Editrice

pagine: 32

prezzo: 10.40 €

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Una raccolta di poesie è sempre un viaggio nella mente e nel cuore di chi le scrive. Il poeta si mette a nudo, lascia cadere le sue difese e rivela la sua parte più nascosta. Proprio per questo, le raccolte di poesie sono, a mio parere, le più difficili da recensire.
Come si fa a rencensire degnamente un insieme di emozioni così profonde e personali?
Permettetemi e scusatemi pertanto se le poche parole che scriverò non renderanno giustizia alla bellezza di ciò che ho letto e riletto in queste sere.
Si dice che i numeri siano infiniti, mentre le parole no, però le parole si possono usare un infinito numero di volte per esprimere innumerevoli sfumature: paesaggi, immagini, stati d'animo.
C'è anche chi dice che una poesia non è tale se non è in rima, lunga e prolissa.
Il poeta Paolino, con questa collezione, dà prova di riuscire a trasmettere al lettore svariate emozioni e ci dimostra anche che a volte basta poco per descrivere tanto.
La poesia, ripeto, è nel cuore, nell'anima del poeta e Paolino, in poche righe, riesce dipingere l'universo che è dentro di lui.
Da una manciata di versi, selezionati, ponderati e strutturati con estrema cura, esce un'opera d'arte, una scultura - come accenna l'autore stesso nell'introduzione alla raccolta - che è completa nella sua semplicità.
Sono versi disarmanti. A volte ci tolgono il respiro, altre ci danno filo da torcere per comprenderli, ancora ci scuotono profondamente, e sempre e comunque risuonano dentro di noi come una eco che non ci vuole lasciar andare.
Mi piace pensare alle poesie di Paolino, e dei grandi poeti in generale, come a un buon rum davanti al caminetto in una sera d'inverno.
Alla fine la poesia è un sorseggiare le parole e godere del retrogusto che esse ci infondono in funzione dello stato d'animo in cui ci troviamo, sia esso felice, malinconico o anche infuriato.
Qualsiasi emozione scaturita da una poesia, in positivo o in negativo, è fondamentalmente un brindisi all'arte.
Salute!

recensione di Katia Guido

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