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Autore

Manuela Capotombolo

in archivio dal 24 lug 2018

22 aprile 1983, Roma - Italia

segni particolari:

La verità è che dovrei vestirmi solo di una pagina bianca. Con quella addosso, io, davvero, scriverei il mio romanzo.

mi descrivo così:
Mio figlio mi ha insegnato che tra le cose che non si possono fare ci sono quelle che si devono fare. I classici sono la mia passione e nella poesia trovo sempre la verità.

lunedì alle ore 11:49

L'odore del ferro

Intro: In cento parole. Ho aggiunto un elemento fittizio volutamente ispirato alla conversazione tra Ivan e Aleksej Karamazov e alla Metamorfosi di Kafka.

Il racconto

È un lontano ricordo. Abitavo con mio marito. Io sbrigavo le faccende, lui mi lasciava qualche spiccio per la spesa e, spesso, grossi lividi sul viso. Quel giorno ci trovavamo in salotto: fu peggio delle altre volte e, dopo che lui fu rientrato in sé, uscì di casa. Io rimasi a fissare uno scarafaggio sul pavimento. Il suo corpicino, come un’armatura, brillava sotto la luce: effondeva un odore di ferro che irradiava calore. Piansi. ‘‘Perdona, per tutte le volte che ti ho ucciso; ora capisco che in ogni insetto è custodito il profumo di un angelo!’’. Fu allora che fuggii.

 

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