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Autore

Marcello Caloro

in archivio dal 24 gen 2009

13 ottobre 1960, Taranto

06 luglio 2012 alle ore 17:55

Heléna B.

Dove la città che inganna
si traveste da campagna
il verde è un’intuizione

Lei si china stanca
raccatta un fiore giallo
ai piedi del lampione

Nel nero che attende l’alba
Heléna soltanto mostra
I grandi occhi bianchi

I suoi quarti a troppi noti
adesso può celare
vestita di leopardo

Venti volte a notte piange
oppure ci son botte
a farla lacrimare

Ora che torna a casa
l’asfalto le si oppone
un passo e l’altro avanti

E pensa a quando scalza
sfuggiva ad un leone
correndo tra le zolle

Tornava alla capanna
per tetto della paglia
il padre uno stregone

Discende tre gradini
la chiave nella toppa
accorta a non destare

Le altre Vacche a letto
le prime a rincasare
nella stalla del maiale

Dove la città che inganna
si traveste da campagna
si spegne ogni illusione.

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