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Autore

Marco Bo

in archivio dal 23 mag 2013

Periferie del mondo

mi descrivo così:
"Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" C. Pavese

12 aprile 2015 alle ore 7:56

Il nostro cuore sa di felicità

il momento preciso della felicità io lo conosco!

è in quel raggio di Sole che attraversa la piazza piena di bambini che giocano a pallone
una porta la scalinata del municipio  e l'altra porta la scalinata quella della chiesa

è all'incrocio della piazzetta dove le nostre madri, dopo averci lasciato a scuola con un bacio, 
 si salutano con la borsa della spesa in mano davanti alla bottega del paese 
mentre dall'altra parte della strada qualcuno con il vestito della festa aspetta la corriera per andare in città
forse per una visita dal dottore forse al mercato chissà

è in quella risata dei nostri padri  davanti al bar della piazza dopo una giornata di duro lavoro
 con la tuta blu ancora addosso
 la cappellina in testa e il fango delle vigne sugli stivali

è nella corsa trafelata giù per le colline quella volta che ci hanno visto sull'albero a mangiare le albicocche  mature
quelle più dolci quelle più buone

è nella nostra traversata della valle tra Castagnole e Refrancore quell'anno che d'inverno la neve ci aveva accompagnato per settimane  e settimane 
e noi camminavamo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo alla collina, 
eravamo stanchi morti quel giorno, 
avevamo fame e freddo e forse un po' paura, 
ma eravamo felici insieme 
amici noi bambini e bambine, eravamo i Re e le Regine nel regno immaginario delle nostre colline

sì,
il momento preciso della felicità io lo conosco,
 l'ho vissuto  l'ho assaggiato e poi ne ho mangiato un bel pezzo
insieme ai miei amici

e adesso? 
adesso presso queste periferie del mondo è il tempo dei fantasmi, 
la piazza è vuota, davanti al bar sono in pochi ormai a ridere al dolce vento dell'estate ,
 la bottega del paese è chiusa 
e la corriera che va in città forse non passa più.....

eppure quell'albero di albicocche è ancora là 
eppure il ruscello in fondo alla valle è ancora là

forse ci incontreremo un giorno tutti quanti i vivi e i morti e faremo una festa insieme, canteremo e balleremo con la musica della banda del paese

e mangeremo le albicocche più buone
 quelle più buone quelle più mature
 e poi scivoleremo felici sul ghiaccio del ruscello fino in fondo la collina
ancora e ancora

ancora
perchè noi la felicità la conosciamo 
la felicità è viva in tutti noi, 
i vivi e i morti, i sani ed i malati
 i corpi ed i cuori pulsanti ed i fantasmi 

la felicità è viva
la felicità è viva in noi per sempre
il nostro cuore cammina avanti a  noi 
il nostro cuore sa di felicità

e così sia
 così 
sia

Marco Bo
http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/il-nostro-cuore-sa-la-felicita.html

dedicato alla terra a cui appartengo a Cesare Pavese, al mio paese agli amici ai miei cari a tutti i grandi e i bambini che, nonostante il freddo di questo stanco ed insipido mondo artificiale, continuano a conservare la rivoluzione nel cuore!

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