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Autore

Marco Bo

in archivio dal 23 mag 2013

Periferie del mondo

mi descrivo così:
"Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" C. Pavese

24 maggio 2013 alle ore 4:08

Indigena

Siamo acqua corrente,
come fiumi nella mente.

Siamo goccia di pioggia
che per vivere dura lotta ingaggia.

Siamo mangrovia e vediamo nella selva in profondità.
Siamo aria densa, di essa abbiamo la libertà.

Voliamo tra fiumi cacciando,
la preda al grande spirito immolando.

Amiamo del giaguaro il suo occhio,
preghiamo lo spirito della foresta in ginocchio.

Chiediamo solo che viva ancora la foresta,
che il “mondo civilizzato” non distrugga quel che resta.

Siamo acqua corrente, che bagna e rende feconda la terra.
Terra che il Tepui sorveglia e lo straniero rincorre ed afferra.
Siamo lo spirito della selva vergine,
siamo spirito della scimmia, non proviamo vertigine.

Siamo acqua torrenziale,
siamo noi l’anima della foresta pluviale

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