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Autore

Marco Bo

in archivio dal 23 mag 2013

Periferie del mondo

mi descrivo così:
"Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione" C. Pavese

25 marzo 2015 alle ore 0:57

poco più di niente

poco più di niente in vera pelle siamo
siamo increspature di ombra e di luce
sulla linea dello spazio e del tempo

 siamo poco più di niente
un granello di polvere nel vento
trascorriamo qualche attimo infinito
 a rimirar le stelle e lo spazio immenso
immenso

immenso lo spazio e le stelle sotto questo cielo grigio e spento di periferia
dove vaghiamo e passiamo giorni e notti immersi nella foschia
la foschia che ci protegge dalla tempesta di passioni 
la foschia che ci avvolge e difende dal dolore e dal male
dalla pena, dalla fame e dalla sete
la sete di sogni 
e dagli schiaffi
gli schiaffi della vita
la vita

poco più di niente
la vita
assaporarla in carne viva , in vera pelle
e se questo rigo digitato potesse uscire da questo schermo
 e cantare
 la nostra pelle risuonerebbe come un rullo di tamburi nella savana
un canto nuovo
eppure sempre uguale sempre lo stesso
adesso 
come allora
una preghiera
un soffio di vita
come migliaia di anni fa
e ancora

la vita
oltre e nonostante tutto
oltre la tempesta
poco più di niente
e così sia

Marco Bo
Marco Bohttp://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2014/03/poco-piu-di-niente.html

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